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Cosa è un TIA

Il termine TIA sta per “transient ischemic attack”, vale a dire “attaco ischemico transitorio".

Cosa significa?
Che i sintomi di allarme sono durati poco tempo (per convenzione internazionale meno di 24 ore).
Negli ultimi anni la comunità scientifica internazionale sta discutendo molto se sia il caso o meno di ridurre a pochissime ore l’intervallo di tempo che definisce il TIA; non essendo ancora stato raggiunto un consenso globale, a tutt’oggi siamo autorizzati a parlare di TIA solo se la sintomatologia “focale” dura meno di 24 ore (per focale si intende che un sintomo fa pensare ad una lesione posta nella zona di cervello che riceve sangue da una determinata arteria cerebrale. Vedi “i sintomi di allarme” su questo sito).
Il termine TIA è un po’ fuorviante.
In realtà nessuno può dire con certezza se i sintomi che ha avuto siano stati dovuti ad una ischemia oppure ad una emorragia cerebrale, a meno che non si faccia una TC (tomografia computerizzata) e, nel caso la TC sia risultata normale, una RM (risonanza magnetica) del cervello.

Perché è importante riconoscere un TIA?
Perché il TIA è seguito spesso - nell’arco di pochi giorni – da un ictus, vale a dire da un deficit definitivo delle funzioni motorie, sensitive, del linguaggio o della vista.
In caso di TIA è importantissimo fare gli accertamenti necessari ad individuare il motivo che ha scatenato i sintomi ed a mettere in atto le terapie che possono prevenire l’ictus.
il tuo medico di famiglia sa cosa si deve fare: rivolgiti a lui per le prescrizioni del caso e non perdere tempo a fare gli esami richiesti.

Ricorda: Il tempo è cervello!