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» In caso di Ictus

L’ictus cerebrale, come dice il nome (in latino significa “colpo”), si verifica improvvisamente. L’ictus può essere causato:
  • dalla rottura di un vaso che porta sangue al cervello, evenienza che capita ai pazienti ipertesi,  e in questo caso si parla di emorragia,

  • dalla chiusura di un vaso, e in questo caso, molto più comune, si parla di ischemia.  L’ischemia cerebrale può conseguire ad una malattia dei piccoli vasi che portano il sangue nella profondità del cervello o alla chiusura di grandi vasi per trombi (coaguli che si formano in prossimità di pareti colpite da arteriosclerosi)  od emboli  (ossia frammenti di trombi che vanno ad occludere i vasi cerebrali e che possono staccarsi da trombi presenti  nel cuore per difetti del ritmo cardiaco, quale la fibrillazione atriale, o per alterazione delle valvole in seguito a malattie).

Attenzione ai sintomi improvvisi
L’ictus può manifestarsi in diversi modi, ma i segnali più frequenti generalmente sono costituiti dalla comparsa improvvisa di:
  • paralisi, ossia la perdita di forza degli arti (la mano e il braccio perdono forza, come pure il piede e la gamba)

  • perdita della sensibilità e parestesie (formicolio al viso, al braccio e alla gamba, soprattutto se interessano un solo lato del corpo)
  • perdita della vista, ossia visione annebbiata o ridotta in metà del campo visivo (emianopsia).
  • disturbi del linguaggio, che si manifestano come una reale difficoltà nel trovare le parole o difficoltà nel comprendere frasi semplici (afasia).

  • perdita di equilibrio, vertigini e mancanza di coordinazione.

Se compare uno di questi sintomi e, soprattutto, se si manifesta all’improvviso, allora è molto probabile che si tratti di ictus ed è quindi fondamentale agire immediatamente.

L’importante è intervenire entro le prime tre- quattro ore

L’ictus è un’emergenza. Perciò la persona con sospetto di attacco deve ricevere istantaneamente le cure più adatte. Va contattato subito il 118, perché è fondamentale trasportarla con urgenza in ospedale, precisamente nei centri organizzati per l’emergenza all’ictus, cioè le Stroke unit.

Queste unità sono composte da un team di professionisti di vario genere (sia medici sia infermieri) che conoscono il problema e sono in grado di trattarlo a perfezione. Le metanalisi, ossia appositi confronti fra dati di diversi studi condotti in diversi Paesi, hanno rilevato che con questa modalità gestionale si riducono statisticamente sia la mortalità sia il grado di invalidità di chi ha subìto un ictus, indipendentemente dalla gravità e dall’età di chi è colpito.
Essenziale è cercare di far arrivare la persona nella struttura specializzata quanto prima in modo che esegua subito gli esami, la Tac in particolare, per capire se l’ictus è stato determinato da un’ischemia o da un’emorragia. Nel primo caso, infatti, si può procedere alla trombolisi, una tecnica in grado di sciogliere il coagulo che impedisce al sangue di arrivare al cervello. La cosa importante, però, è agire entro le prime tre-quattro ore al massimo perché, dopo quest’arco di tempo può verificarsi un’emorragia in seguito al trattamento. Naturalmente, prima si interviene, più parti di cervello possono essere salvate. La tabella di seguito illustra questo concetto in modo assai drammatico: ogni minuto di ritardo equivale alla perdita di quasi 2 milioni di neuroni, 14 miliardi di connessioni e 12 Km di fibre!


   
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