LE RACCOMANDAZIONI Cittadinanzattiva: «La nostra ricetta per acquisti in sanità trasparenti e di qualità»

 “La gara che vorrei”. È questo il titolo della Raccomandazione civica realizzata da Cittadinanzattiva, attraverso le sue reti del Tribunale per i diritti del malato e del Coordinamento nazionale delle Associazioni dei malati cronici, con l’obiettivo di rendere i processi di acquisto in sanità più vicini ai bisogni delle persone, garantendo qualità-innovazione-personalizzazione dei beni/servizi e riducendo gli sprechi.

La raccomandazione è stata realizzata attraverso il confronto con i molteplici stakeholder impegnati sul tema  e con il  contributo non condizionato di Assobiomedica.

In base ai dati del XIX Rapporto Pit Salute 2016, il 47.6% dei cittadini lamenta tempi di attesa troppo lunghi per quanto riguarda l’assistenza protesica e integrativa; forniture insufficienti e costi troppo alti per il 26.2% e scarsa qualità dei prodotti per il 26.2%. Altri dati utili a costruire una fotografia rispetto alle criticità che riguardano l’accesso ai dispositivi medici derivano dall'indagine civica sulla spending review in sanità e impatto sui cittadini, realizzata da Cittadinanzattiva.

Nell'ambito dell’indagine è stato realizzato un focus su dispositivi medici e una survey alla quale hanno risposto 1438 attori della salute appartenenti a 15 società scientifiche per rilevare, in base all'esperienza quotidiana dei professionisti sanitari, quanto i tagli disposti da ripetuti provvedimenti, a partire dalla spending review del 2012 ad oggi, abbiano inciso sulla pratica clinica, ma soprattutto su quanto effettivamente viene reso ai cittadini, in termini assistenza e servizi sanitari. Riduzione della qualità dei servizi (72 %), aumento rischi per la sicurezza (61.7%) sono le principali problematicità segnalate; i tagli alla sanità messi in campo rendono difficile o addirittura impossibile per i professionisti la scelta del dispositivo maggiormente idoneo, ovvero l’appropriatezza. Inoltre insistono problemi rilevanti per ciò che riguarda la qualità del dispositivo erogato e difficoltà nell’approvvigionamento.

«Nei processi di centralizzazione degli acquisti in sanità la sfida che attende tutti gli attori del SSN è quella di garantire di più e meglio, rispetto a quanto fatto sinora, il perfetto equilibrio tra l’esigenza di tutelare i diritti del malato come quelli all'accesso, alla qualità, alla sicurezza, all'innovazione e alla personalizzazione, e nello stesso modo in tutte le Regioni, con la necessità di utilizzare al meglio le risorse economiche disponibili, ridurre le inefficienze e garantire così conti in ordine, nonché aumentare il grado di trasparenza delle procedure e prevenire fenomeni corruttivi», ha commentato Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva. «Questi obiettivi possono essere raggiunti se si coinvolgono nei processi di acquisto tutte le “competenze necessarie”, vale a dire i cittadini/pazienti, i professionisti della sanità e tutti gli altri stakeholder del SSN, che possono e devono mettere a disposizione delle Istituzioni le proprie competenze, evidenze e informazioni sui bisogni. Ma è necessario anche innovare le attuali modalità di valutazione dei processi di acquisto affiancando alla misurazione prettamente economica, sistemi in grado di valutare soprattutto la qualità dell’assistenza erogata e gli esiti di salute prodotti.  Proprio per questo oggi presentiamo un articolato che con un semplice copia e incolla in provvedimenti di carattere nazionale e regionale potrebbe realizzare tutto ciò», ha concluso Aceti. 

Ecco i principali punti della Raccomandazione:

  1. Coinvolgere, in ogni fase della gara e anche nella valutazione successiva, cittadini, pazienti e professionisti sanitari, per garantire qualità, sicurezza, innovazione, personalizzazione del bene o servizio oggetto della procedura di acquisto. Per il coinvolgimento trasparente di questi soggetti, deve essere formalizzato un quadro di regole chiare.

  2. Innovare gli attuali sistemi di valutazione dell’impatto delle procedure centralizzate degli acquisti in sanità, affiancando alla misurazione prettamente economica, sistemi in grado di valutare la qualità dell’assistenza erogata e gli esiti di salute prodotti.

  3. Svolgere una mappatura precisa e coordinata dei bisogni, cogliendo puntualmente le esigenze delle comunità locali interessate e delle strutture che erogano loro servizi, al fine di descrivere esattamente ciò che serve e, di conseguenza, acquistarlo.

  4. Selezionare le tecnologie da acquistare attraverso una rigorosa procedura di Health Technology Assessment, capace di riconoscere le vere innovazioni e assicurando il coinvolgimento delle associazioni di cittadini e pazienti con le loro evidenze.

  5. Garantire la personalizzazione del trattamento sanitario.

  6. Implementare l’informatizzazione e la trasparenza nel percorso delle gare di appalto in sanità, al fine di rendere maggiormente visibile, accessibile e verificabile l’iter procedurale delle gare stesse. Individuare momenti di confronto pubblico sul tema al fine di diffondere la cultura della rendicontazione ad un più ampio pubblico.

  7. Formalizzare un modello di governance delle centrali di acquisto, chiarendo: chi fa che cosa; con quali modalità; chi vigila, non solo sul rispetto delle procedure formali ma anche su eventuali duplicazioni di procedure di acquisto; chi verifica e interviene per assicurarsi che il livello di qualità, sicurezza, innovazione e personalizzazione garantito dalle centralizzazioni sia il migliore e il medesimo su tutto il territorio nazionale.

  8. Richiedere alle Istituzioni competenti maggiori spazi di coinvolgimento nelle diverse fasi dei processi di acquisto: mappatura dei bisogni, messa a punto del capitolato, esecuzione del contratto, valutazione degli esiti in termini di salute e della qualità dell’assistenza. 

  9. Garantire, attraverso la pubblicazione sistematica dei dati, la trasparenza dei risparmi ottenuti con l’aggregazione della domanda e la centralizzazione degli acquisti.

  10. Garantire che i risparmi ottenuti siano reinvestiti nel settore della sanità per un migliore accesso ai servizi e alle prestazioni e per consentire la reale innovazione. 

Le Raccomandazioni civiche sono rivolte al Governo, al Ministero della Salute (Aifa, Iss, Agenas), alle Regioni, alle ASL, alla Consip, alle Centrali acquisto regionali, alle altre Amministrazioni aggiudicatrici degli appalti del SSR, alle Organizzazioni di cittadini/pazienti e alle Organizzazioni dei professionisti della sanità, ognuno per il proprio livello di responsabilità.

Fonte: HealthDesk, redazione, 16 Novembre 2017

 

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