Il fumo è direttamente legato a un maggior rischio di ictus emorragico

Uno studio su Stroke dimostra l’esistenza di un legame diretto tra il fumo e l’ictus emorragico. Chi fuma o chi è geneticamente predisposto al fumo aumenta fino al 60 per cento il rischio di andare incontro a un’emorragia subaracnoidea

I fumatori e i potenziali fumatori sono entrambi più esposti al rischio di andare incontro a un grave tipo di ictus chiamato emorragia subaracnoidea rispetto ai non fumatori. Uno studio appena pubblicato su Stroke dimostra infatti che esiste un’associazione diretta tra il fumo o la predisposizione genetica al fumo e una maggiore probabilità di sperimentare l’evento cerebrovascolare che consiste in un versamento di sangue nello spazio compreso tra il cervello e il cranio. L’emorragia può avvenire spontaneamente o derivare da un trauma cranico o dalla rottura di un aneurisma. Fino a oggi esisteva il fondato sospetto di una forte associazione tra il fumo e un maggiore rischio di questo tipo di ictus (responsabile del 13 per cento dei casi di ictus), ma mancava la prova di una relazione di causa ed effetto.

«Una relazione causale definitiva tra il fumo e il rischio di emorragia subaracnoidea non è stata stabilita in precedenza come è accaduto con altri tipi di ictus», ha sottolineato Guido Falcone, della Yale School of Medicine di New Haven, in Connecticut (Usa), a capo dello studio.

Per verificare l’esistenza o meno di un rapporto causale tra fumo ed emorragia cerebrale, i ricercatori hanno analizzato i dati genetici di 408mila persone tra i 40 e i 69 anni contenuti nel database Biobank del Regno Unito, una ricca fonte di informazioni sulla predisposizione genetica alle malattie a disposizione dei ricercatori interessati. Gli scienziati hanno monitorato la salute dei partecipanti tra il 2006 e il 2010. Durante questo periodo sono stati registrati 904 casi di emorragia subaracnoidea. 

Dall’analisi dei dati in loro possesso (tra cui anche i marcatori della predisposizione genetica al fumo), gli scienziati hanno potuto dimostrare l’esistenza di una associazione lineare tra il fumo e il rischio di emorragia cerebrale secondo la quale chi fuma da mezzo pacchetto a 20 pacchetti di sigarette all’anno aumenta del 27 per cento il rischio di ictus. E chi fuma più di 40 pacchetti all’anno ha una probabilità tre volte superiore di andare incontro al grave evento cerebrale rispetto a chi non fuma. Ma il dato più sorprendente riguarda le persone geneticamente predisposte al fumo: chi è geneticamente attratto dalle sigarette aumenta il rischio di emorragia subaracnoidea del 63 per cento. 

«I nostri risultati giustificano un approfondimento con studi futuri per valutare se le informazioni sulle varianti genetiche che predispongono al fumo possono essere utilizzate per identificare meglio le persone ad alto rischio di soffrire di questo tipo di emorragie cerebrali. 

Questi gruppi specifici di persone potrebbero trarre vantaggio da interventi diagnostici che potrebbero portare all'identificazione precoce degli aneurismi che causano questo grave tipo di ictus emorragico», ha dichiarato Julian N. Acosta, neurologo della Yale School of Medicine e coautore principale dello studio. 

Fonte: HealthDesk articolo di redazione 18 gennaio 2021

Attività Notizie Eventi ALICe Italia