Nelle regioni del mondo più povere, se i diritti delle donne vengono rispettati gli indicatori della salute sono più alti della media anche se i posti letto negli ospedali scarseggiano e il numero dei medici non è adeguato ai bisogni.

 

La parità di genere fa bene. I Paesi in cui le donne possono vantare solidi diritti hanno una popolazione più sana e una crescita economica più rapida rispetto ai Paesi dove le pari opportunità sono ancora un miraggio. L’associazione vale anche per i Paesi con minori risorse economiche. È il risultato di un'indagine pubblicata sul British Medical Journal condotta in 162 Paesi tra il 2004 e il 2010.

I ricercatori hanno raccolto dai database nazionali le informazioni sulla salute della popolazione, sui diritti umani, sulle condizioni sociali ed economiche della popolazione femminile.  In base ai risultati i Paesi sono stati divisi in tre categorie: Paesi con elevati livelli di difesa dei diritti delle donne (44), Paesi con un grado moderato di parità di genere (51), Paesi con scarsa attenzione alle pari opportunità (63). 

Mettendo a confronto i tre gruppi di nazioni è emerso che là dove vengono garantiti alla popolazione femminile diritti economici e sociali, la salute della popolazione è migliore, probabilmente perché si investe di più nell’assistenza sanitaria. Tutti gli indicatori chiave per la valutazione dell’efficacia della sanità, numero di vaccinazioni, prevenzione delle malattie, tasso di mortalità ecc.…, hanno dimostrato che l’uguaglianza sociale tra donne e uomini va a vantaggio dell’intera popolazione. 

Nonostante la carta internazionale dei diritti delle donne (Convention on the Elimination of All Forms of Discrimination Against Women (CEDAW) abbia ottenuto nel mondo molte adesioni, la popolazione femminile subisce ancora numerose discriminazioni in tanti Paesi. 

I ricercatori hanno voluto scoprire se esiste un’associazione tra la difesa dei diritti delle donne e il benessere di una nazione, valutato in base alla salute della popolazione, allo sviluppo e alla sostenibilità delle politiche economiche. Scopo dell’indagine era anche valutare l’impatto che la parità di genere sulla crescita di un Paese rispetto ad altri diritti, come quelli economici, sociali, civili o politici. 

Ebbene, la prova più convincente che i diritti delle donne e la salute della popolazione vanno a braccetto proviene dall’analisi di quel che accade nei Paesi economicamente più svantaggiati. Nelle regioni del mondo dove i diritti delle donne vengono rispettati gli indicatori della salute sono più alti della media anche se i posti letto negli ospedali scarseggiano e il numero dei medici non è adeguato ai bisogni. 

«I risultati confermano che anche in assenza di risorse, se una nazione può contare su una solida struttura di diritti umani, la salute della popolazione è migliore», scrivono i ricercatori. 

Non basta però rispettare i diritti civili senza impegnarsi attivamente nella difesa dei diritti delle donne. Nei Paesi che garantiscono il rispetto dei diritti civili, economici e sociali, senza però sostenere vigorosamente la parità di genere, la salute della popolazione non è particolarmente fiorente. 

È chiaro quindi che la parità di genere non è solo una questione di principio a favore delle donne. 

«Poiché la promozione e la protezione dei diritti delle donne svolgono un ruolo fondamentale per il progresso degli Stati dato che influiscono sulla salute, sui diritti umani e sullo sviluppo, le nazioni che hanno la possibilità di promuovere [i diritti sociali ed economici delle donne] ... si fanno mancare l’opportunità di avere benefici sulla salute della popolazione. Oggi, il valore dei diritti umani è stato spesso valutato da un punto di vista economico, tuttavia i nostri dati dimostrano che anziché limitare i progressi, i diritti umani e i diritti economici e sociali delle donne, in particolare, possono solo offrire benefici», concludono i ricercatori. 

Fonte: HealthDesk redazione 19 luglio 2019

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