Fnomceo e Cittadinanzattiva: firmato il Patto per la Salute con tre obiettivi strategici

Rifinanziare il Servizio sanitario nazionale, rivedendo i criteri di riparto del Fondo Sanitario a partire dai reali bisogni di salute della popolazione; superare la logica del superticket; reinvestire i risparmi derivanti da una buona governance sanitaria all'interno dello stesso Ssn. Sono questi i tre punti essenziali del "Patto per la Salute" siglato oggi a Roma, presso la sede di Confcooperative, dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) e Cittadinanzattiva. "Cittadinanzattiva e Fnomceo fanno da anni fronte comune per difendere i diritti, costituzionalmente protetti, alla tutela della salute e all'uguaglianza", spiega il presidente della Federazione degli Ordini, Filippo Anelli. "Il tema della lotta alle disuguaglianze non riguarda solo il rapporto tra Nord e Sud - ha aggiunto Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva - ma anche aree della stessa regione, tra generazioni. Per questo il Ssn deve tornare a essere uno strumento di sviluppo sociale del Paese".

E invece si è assistito al progressivo definanziamento del Servizio sanitario nazionale, alla creazione di 21 servizi sanitari diversi (per liste d'attesa, modelli organizzativi, a diverse procedure di emergenza-urgenza fino all'aumento della spesa out of pocket per cure e prestazioni, nonché alla carenza di personale medico-specialistico e infermieristico. Come rimediare? Ecco la ricetta di Fnomceo e Cittadinanzattiva:

•porre fine alle disuguaglianze, partendo dal lavoro sviluppato dalla Strategia nazionale per le Aree interne;

•riorganizzare le reti dell'offerta ospedaliera e dell'assistenza territoriale;

•valutare i fabbisogni del personale del Servizio Sanitario nazionale e dei cittadini che vi accedono;

•implementare le infrastrutture e i modelli organizzativi per realizzare il sistema di interconnessione dei sistemi informativi del Servizio sanitario nazionale;

•promuovere azioni che valorizzino l'autonomia e l'indipendenza della professione medica, a garanzia del diritto all'autodeterminazione del paziente: tra le più importanti e urgenti, la revisione dei limiti nella prescrizione dei farmaci, da attuarsi coinvolgendo nei Tavoli dell'Aifa le organizzazioni civiche e le federazioni ordinistiche mediche.

«Questo potrebbe essere realizzato rapidamente con l'emanazione dei decreti per la definizione delle tariffe massime delle prestazioni ambulatoriali e dei dispositivi medici - suggeriscono -; con il riordino dell'assistenza territoriale, con il miglioramento e la valorizzazione della comunicazione tra professionisti e cittadini, anche come strumento di prevenzione della violenza; con una revisione complessiva della programmazione legata alla formazione post laurea, garantendo a tutti gli studenti di medicina l'accesso alle scuole di specializzazione e prevedendo nel percorso di studio una specifica formazione che abbia a tema l'umanizzazione delle cure e il rapporto fra medico e paziente".

Per superare le disuguaglianze di salute, infine, cittadini e medici chiedono un Tavolo di confronto sulle proposte di autonomia differenziata, aperto alle Associazioni di cittadini-pazienti e alle organizzazioni rappresentative dei professionisti della salute come ulteriore passo della campagna "Diffondi la salute", lanciata lo scorso anno da Cittadinanzattiva con il sostegno della Fnomceo e di decine di sigle del mondo dei professionisti della salute e delle associazioni civiche.

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