Caregiver giovani e campagna "Ho diritto a ..."

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E' con piacere che comunichiamo che la richiesta di autorizzazione a pubblicare sul sito della nostra Federazione A.L.I.Ce. Italia Odv la newsletter ricevuta da Cittadinanzattiva Emilia Romagna 5/2020, che riteniamo di particolare interesse per i nostri lettori, è stata accolta favorevolmente.
 
Diffondere la campagna "Ho diritto a …”  è, infatti, loro obiettivo.
Un obiettivo da condividere perchè possa diventare la campagna di tutti!
 
L’intento è quello di accendere i riflettori sulla figura del caregiver, fornire informazioni utili e soprattutto sensibilizzare la comunità, i cittadini ad essere attenti e solidali.
 
Naturalmente l’attenzione è quella di migliorare la proposta di legge nazionale e farla approvare.
 
Cittadinazattiva Emilia-Romagna sta raccogliendo storie di caregiver che saranno pubblicate.
Chiunque sia interessato, può dare il proprio contributo inviandole all' indirizzo mail della responsabile della campagna “Ho diritto a...” Rossana Di Renzo: ross.direnzo@gmail.com
 
Estremamente interessante il focus sui giovani caregiver che, nell'ambito dell'assistenza informale familiare, hanno un ruolo cui l'Unione Europea ha prestato una notevole attenzione nel corso degli ultimi 20 anni.                      
 
 
Negli ultimi 20 anni l'Unione Europea ha prestato una notevole attenzione alla tematica dell'assistenza informale familiare: in molti paesi questa attenzione ha portato a livelli significativi di ricerca, definizione di politiche e sviluppo di diversi interventi compreso il sostegno al reddito.

Chi sono i giovani caregiver?

I giovani caregiver sono un gruppo sociale vulnerabile in quanto a causa del loro impegno di assistenza, molti perdono la scuola, non ottengono qualifiche e per questo motivo  sono ad alto rischio di esclusione dal mercato del lavoro. D'altra parte, è stato dimostrato che il lavoro di cura sviluppa molte competenze nei bambini e nei giovani adulti, tra cui la comprensione, il senso di responsabilità e la maturità, oltre a una serie di competenze relative alla vita, all’organizzazione della società e all'assistenza.
Sostenere i giovani adulti caregiver a documentare le competenze possedute e ad acquisirne altre contribuisce a prevenire il rischio di esclusione, in particolare dal mercato del lavoro.
 

L'Europa e i giovani Caregiver

Negli ultimi 20 anni l'Unione Europea ha prestato una notevole attenzione alla tematica dell'assistenza informale familiare: in molti paesi questa attenzione ha portato a livelli significativi di ricerca, definizione di politiche e sviluppo di diversi interventi compreso il sostegno al reddito. Altri Paesi sono solo all'inizio di questo percorso con il risultato che i giovani che si occupano di assistenza sono scarsamente rappresentati nello sviluppo delle politiche e dei servizi. 

A parte alcuni paesi, come il Regno Unito e l'Irlanda, la maggior parte dei paesi europei, Italia compresa, non ha dati attendibili sul numero e le caratteristiche dei giovani caregiver; pochi report di ricerca e politiche; progetti o servizi limitati se non addirittura inesistenti; nessuna legge o politica incentrata specificamente sui giovani caregiver; nessun "diritto" e, soprattutto, pochissima consapevolezza, riconoscimento pubblico e professionale.
 

La responsabilità di assistenza può compromettere le pari opportunità nella transizione verso l'età adulta per i giovani caregiver

Le ricerche condotte fin dai primi anni 2000 hanno anche fornito chiare prove del fatto che pesanti responsabilità di assistenza possono compromettere le pari opportunità nella transizione verso l'età adulta per i giovani caregiver. Gli studi di Dearden e Becker (2000, 2004) evidenziano l'impatto della scarsa frequenza scolastica e dei risultati scolastici. Allo stesso modo, Yeandle e Buckner (2007) hanno evidenziato che "tra i giovani di età compresa tra i 16 e i 24 anni l'assistenza riduce la probabilità di essere uno studente e quindi di partecipare all'istruzione superiore". Due relazioni di progetti di giovani caregiver (Action for Young Carers, 2005; Barnardos, 2007) hanno rilevato che molti giovani pensano che le loro "responsabilità di assistenza saranno un ostacolo" all'accesso al lavoro.
 

Risultati della ricerca di  Becker

I giovani adulti che si prendono cura di loro spesso sperimentano le situazioni sotto riportate (Becker 2008 *):

Problemi educativi, dovuti al basso livello di istruzione e alla scarsa frequenza scolastica. Alcuni giovani caregiver lasciano la scuola o l'università senza le qualifiche che avrebbero voluto e che erano in grado di ottenere. Questo fatto limita le loro opportunità di ulteriore istruzione o formazione, oltre a incidere sul loro potenziale di guadagno.

Ostacoli per il lavoro: c'è pochissimo tempo "libero" al di fuori delle responsabilità di cura per andare a cercare o trovare un lavoro, o mantenerlo. Inoltre, la scarsa fiducia in se stessi e la mancanza delle qualifiche necessarie impediscono il successo dei giovani caregiver

Opportunità, orizzonti, aspirazioni limitate: gli studi dimostrato che molti giovani sono attratti dai lavori locali piuttosto che dai lavori migliori per loro, o sono attratti da carriere legate all'assistenza

Difficoltà nell'uscire di casa: una delle maggiori sfide per tutti i giovani che si occupano di assistenza è la loro capacità di uscire di casa come e quando vogliono. Le pressioni emotive e le richieste di alcune famiglie rendono particolarmente difficili le uscite

I giovani devono anche affrontare la mancanza di comprensione da parte dei coetanei, le amicizie limitate e le opportunità limitate per quanto concerne le attività sociali e ricreative. Spesso incontrano anche difficoltà emotive (come preoccupazione, stress, ansia, depressione, rabbia, turbamento, risentimento), problemi di salute e sentimenti di esclusione o di "estraneità".
 

La conferenza Europea 2020: "Identificare, Sostenere e Ascoltare i giovani caregiver"

I giovani caregiver sono, in breve, un gruppo a rischio di esclusione sociale le cui opportunità educative e lavorative sono limitate dal ruolo che svolgono in famiglia. La mancanza di consapevolezza, di attenzione e di ricerca sulla loro situazione rende difficile per le organizzazioni pubbliche e di volontariato sviluppare strategie e servizi adeguati.
 

A loro è dedicata la conferenza internazionale che si terrà a Bruxelles nei giorni 16-17 novembre 2020.

Questa conferenza è in ordine di tempo la terza dedicata al tema dei giovani caregiver.

La seconda Conferenza internazionale, (tenutasi dal 28 al 31 maggio 2017 a Malmö, Svezia, si era concentrata sul tema "Ogni bambino ha diritto a...". Gli stakeholders provenienti da diversi settori e da tutto il mondo hanno convenuto che i giovani caregiver dovrebbero poter godere degli stessi diritti di tutti gli altri bambini ed evidenziato che la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia non è ancora realtà per molti giovani caregiver.

A Bruxelles i lavori si concentreranno sulle azioni concrete necessarie per consentire ai giovani caregiver di sviluppare pienamente il loro potenziale.

Il titolo dato alla conferenza è infatti "IDENTIFICARE, SOSTENERE E ASCOLTARE I GIOVANI CAREGIVER" e riprende quanto esplicitato dai giovani interpellati durante la precedente conferenza.

I partecipanti alla conferenza avranno l’occasione di conoscere  le strategie attuate nei diversi Paesi (cosa ha funzionato, cosa non ha funzionato, cosa può essere replicato),  verificare il grado di consapevolezza interna nei vari paesi rispetto al problema e di condividere risposte politiche.

La meta da raggiungere è che i giovani caregiver possano godere pienamente dei diritti umani a cui hanno diritto.



PER APPROFONDIRE

Yeandle, S., Buckner, L., et al. (2007) Stages and Transitions in the Experience of Caring. Carers UK 

Becker, F., Becker, S., (2008) Young Adult Carers in the UK experiences, Needs and Services for Carers aged 16-24. The Princess Royal Trust for Carers and Young Carers International, research and Evaluation, The University of Nottingham

https://www.barnardos.org.uk/what-we-do/helping-families/young-carers

young_carers_awareness_day_poster_for_young_carers

young_carers_awareness_day_poster_for_professionalsù

 

“HO DIRITTO A …"

Partecipa a costruire il manifesto “Ho diritto a …” campagna promossa da Cittadinanzattiva - Emilia Romagna in collaborazione con il “Coordinamento regionale delle Associazioni dei malati cronici” (CrAMC). Insieme ai caregiver chiediamo più diritti, più salute, più qualità di vita e MAI più invisibili.

Partecipa e afferma “HO DIRITTO A…” e per farlo compila il modulo al link https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSe4AbL868_Y6UDyZbvUP2UNWkOoYwAUXVNFdpIB0fOR1dhLCw/viewform?vc=0&c=0&w=1 entro il 28 febbraio 2020.

In Italia, un vero e proprio esercito d’invisibili sostiene il welfare prestando cura a persone malate. Parliamo dei caregiver: genitori, partner, figli, fratelli, amici, vicini di casa che assistono una persona malata, senza alcun compenso.
I caregiver ritengono naturale il proprio dovere di accudimento e il loro lavoro rimane invisibile e solo tardivamente quando i problemi economici ma più frequentemente di salute fisica e psichica diventano impellenti si rivolgono ai servizi. Inoltre, l'assistenza non retribuita è diventata una delle più importanti questioni di politica sociale ed economica a livello nazionale.

I caregiver si fanno carico dell’enorme peso di prendersi cura a lungo termine di persone disabili, persone affette da patologie croniche/rare o degenerative.
Affrontano molte battaglie come la lentezza e la frammentazione delle risposte del sistema socio-sanitario, la burocrazia, le barriere fisiche e culturali e ciò avviene nel più completo isolamento senza una figura di accompagnamento.
 
I caregiver, a seconda delle fasi della malattia, svolgono compiti diversi: collaborano nell’assistenza durante l’ospedalizzazione, parlano con i medici, disbrigano le molte pratiche burocratiche, si occupano della famiglia, affrontano l’eventuale ristrutturazione della casa, si confrontano con il medico di base e con la rete socio sanitaria e nel quotidiano collaborano nell’alimentazione, nell’igiene personale, nella mobilità e facilitano le relazioni familiari e sociali.
 
Strategico è il suo ruolo perché può incidere sull’adattamento alla nuova condizione di malattia della persona favorendo così una migliore qualità di vita; per il sovraccarico di compiti spesso trascura la sua salute col rischio di diventare un “paziente nascosto”. Stare accanto ad una persona malata è un compito che può assorbire tutta l’attenzione fino a far perdere di vista la propria salute e il proprio benessere.
 
Spesso i caregiver, ignorano alcuni diritti e se ne sono a conoscenza li ritengono insufficienti.
 

PER TUTTI QUESTI MOTIVI, TI CHIEDIAMO DI PARTECIPARE ALLA CAMPAGNA: “ HO DIRITTO A…”

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