Ictus, preveniamolo a tavola

Frutta, verdura, legumi, noci, latte e latticini diminuirebbero quello ischemico, il più diffuso (riguarda l'85% dei casi). Troppe uova, invece, potrebbero aumentare il rischio di quello emorragico. Lo studio su più di 418mila persone in Europa

DI ICTUS non ne esiste uno solo. C'è quello ischemico, che riguarda più di 8 casi su 10, e quello emorragico, meno diffuso e dovuto a cause differenti. Non solo sono diversi gli ictus, ma anche l'impatto che alcuni alimenti possono avere su un tipo e sull'altro. Facciamo un esempio: mangiare troppe uova è un'abitudine che potrebbe essere associata a un maggior rischio di ictus emorragico, ma non di quello ischemico. Questo ed altri risultati sono il frutto di uno studio internazionale, coordinato dall'università di Oxford nel Regno Unito, che ha scorporato le due principali forme di ictus e ha studiato quali alimenti, se consumati in eccesso, potrebbero essere collegati all'uno o all'altro - fermo restando che nessun cibo è stato collegato ad un aumento significativo del rischio di ictus. La ricerca è pubblicata su European Heart Journal.  

Le due principali forme di ictus

Ci sono due grandi categorie di ictus. C'è quello ischemico, che riguarda circa l'85% dei casi di ictus ed è dovuto a un restringimento o una chiusura di un vaso arterioso che porta il sangue al cervello. Il sangue non raggiunge correttamente tutte le aree cerebrali con un danno più o meno importante. E poi c'è l'ictus emorragico, meno comune, in cui un vaso sanguigno si rompe o perde sangue, causando un'emorragia e il sangue non rifornisce correttamente il cervello e può compromettere alcune parti.
 

La dieta, un'arma essenziale

È ben noto che una dieta sana, a base vegetale, protegge il cuore e il cervello e riduce il rischio di tutti i tipi di ictus e di altre malattie cardiovascolari (ma non solo). Oggi i ricercatori si sono chiesti quali alimenti pesano di più sul rischio delle due principali forme di ictus, analizzandole separatamente e mettendo in relazione i cibi maggiormente associabili all'una e all'altra. Avere quest'informazione può essere utile per moderarne il consumo, fermo restando che l'eccesso non è mai raccomandabile.

 
Lo studio

Per farlo, hanno esaminato i dati dello stile di vita, in particolare della dieta, e della salute cardiovascolare di più di 418mila persone di entrambi i sessi in 9 paesi europei: Italia, Danimarca, Germania, Grecia, Norvegia, Regno Unito, Paesi Bassi, Spagna e Svezia. I partecipanti hanno risposto a  questionari una volta all'inizio dello studio e poi la loro salute cardiovascolare è stata monitorata per più di 12 anni, nei quali i ricercatori hanno registrato quasi 4.300 casi di ictus ischemici e 1.430 di ictus emorragici.
Ciò che è interessante, secondo gli autori, è che ci sono delle differenze che appaiono nelle associazioni fra cibi e le due forme di ictus. E questo “sottolinea l'importanza di
esaminare separatamente i sottotipi di ictus ischemico ed emorragico”, scrivono gli autori nel paper.  Inoltre, le differenze non riguardano solo la dieta, ma anche altri parametri della salute e dello stile di vita. “Il dato di oggi è in linea con altri risultati, che mostrano come altri fattori di rischio, come i livelli di colesterolo o l'obesità”,  ha sottolineato Tammy Tong, prima autrice del paper, “che a loro volta hanno un impatto diverso sui due sottotipi di ictus”.
 

I risultati 

Fra i partecipanti, chi consumava una quantità maggiore di frutta, verdura, legumi, noci e semi, ma anche latte, yogurt e formaggi aveva anche un minor rischio di ictus ischemico, ma non di quello emorragico. Mentre mangiare più uova è stato associato a un più alto rischio di ictus emorragico, ma non di quello ischemico. In particolare, per ogni 20 grammi di uova in più al giorno (circa mezzo uovo, considerandone uno di dimensioni medie) il rischio di questa forma di ictus risulta più alto del 25%. Insomma, l'indagine sembrerebbe suggerire attenzione ad un'assunzione abbondante e regolare di questo alimento. Il dibattito sulle uova tuttavia rimane aperto, dato che secondo un recente studio consumarne anche un uovo al giorno non farebbe male – anche se la ricerca non era specificamente rivolta all'ictus emorragico.
Il risultato più importante, secondo gli autori, riguarda però i benefici contro l'ictus di una dieta salutare e ad ampia base vegetale. “Un più alto consumo di fibre, frutta e verdura”, ha aggiunto Tammy Tong, “è stato associato in maniera stringente con un più basso rischio di ictus ischemico, un risultato conforme con le attuali linee guida europee”. Anche per questo, prosegue l'esperta, tutta la popolazione dovrebbe aumentare l'assunzione di questi alimenti sani in accordo con le raccomandazioni internazionali, qualora non lo stia già facendo.
 

Dalle fibre alla frutta e alla verdura

Prestando attenzione alle fibre, poi, riuscire a introdurne 10 grammi in più al giorno sarebbe collegato a una riduzione del 23% del rischio di ictus, ma soltanto di quello ischemico. In generale, una pera di dimensioni medie, pari a circa 160 grammi, contiene circa 5 grammi di fibre, mentre due fette di pane di farina integrale più di 6 grammi. Parlando di quantità l'European Society of Cardiology (ESC) indica di consumarne da 30 a 45 grammi al giorno. Inoltre, ogni 200 grammi di frutta e verdura assunti quotidianamente il rischio di ictus ischemico si abbasserebbe del 13% - ricordando che la quantità raccomandata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità è di almeno 400 grammi al giorno.
I ricercatori precisano che i risultati si basano su dati ottenuti tramite un questionario e che stabilisce soltanto un'associazione fra questi alimenti e un maggiore o minore rischio degli ictus, ma che non c'è un rapporto di causa-effetto. In ogni caso attenersi a regole come quelle di mangiare più vegetali e fibre può far bene non solo contro l'ictus ma per la salute generale.
 

Fonte: Repubblica.it articolo di VIOLA RITA 12 marzo 2020

 

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