Scoagulazione


 

La nuova generazione di anticoagulanti orali ha fornito a medici e pazienti una gamma più ampia di opzioni terapeutiche per prevenire e curare le malattie tromboemboliche, come quelle collegate con la Fibrillazione Atriale, compreso il grave ictus cerebrale di origine cardioembolica. I Nuovi Anticoagulanti Orali (NAO) hanno rivoluzionato la prevenzione dell’ictus nei pazienti che hanno l’aritmia cardiaca chiamata Fibrillazione Atriale, facendo sì che molti di questi, che prima non venivano trattati, oggi lo siano, potendo utilizzare farmaci meno complicati e più sicuri dei vecchi anticoagulanti.

Infatti i NAO non richiedono controlli ematici costanti e periodici, hanno scarsissime probabilità di interagire negativamente con particolari alimenti e con altri farmaci, vengono somministrati a dosaggio fisso e comportano un ridotto rischio di emorragie cerebrali rispetto alla terapia tradizionale. Nonostante questo, esistevano fino a pochissimo tempo fa ancora alcune preoccupazioni riguardo l’utilizzo di questi farmaci, per la mancanza di soluzioni in caso di emergenza.

Tutti i farmaci anticoagulanti rendono il sangue più fluido impedendo la formazione di coaguli, che possono portare ad ictus. Ma proprio per questa caratteristica questi farmaci possono aumentare il rischio di sanguinamento rendendo il paziente “scoagulato”.

 

In situazioni di emergenza (es. incidente stadale, chirurgia d’urgenza) potrebbe, quindi, essere necessario bloccare l’attività anticoagulante immediatamente. Se un anticoagulante dispone di un farmaco che blocca rapidamente la sua azione si parla di “scoagulazione reversibile”.

Per questo motivo, l’arrivo di idarucizumab, disponibile in Italia da aprile 2016, assume una particolare importanza considerando che esso è in grado di bloccare completamente l’effetto anticoagulante del dabigatran. Questa azione si protrae per un tempo sufficiente a gestire l’emergenza in corso, mostrando un buon profilo di sicurezza.

È in fase di studio anche andexanet, una molecola in grado di revertire l’attività anticoagulante dei NAO (Apixaban, Rivaroxaban; Edoxaban) ed eparine, che sarà disponibile si stima nel 2018. Inoltre ancora in una fase precoce di sperimentazione c’è ciparantag, in grado di revertire qualunque anticoagulante.

I Nuovi Anticoagulanti Orali stanno assumendo un ruolo sempre più strategico nella prevenzione di eventi tromboembolici nelle persone a rischio: si sono dimostrati efficaci almeno tanto quanto Warfarin, ma più facili da gestire e danno un numero inferiore di sanguinamenti. La scoagulazione reversibile completa il profilo di sicurezza di un anticoagulante permettendo al paziente di vivere serenamente la propria vita.

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