IN OCCASIONE DI APRILE MESE DELLA PREVENZIONE, A.L.I.Ce. ITALIA ODV METTE IN EVIDENZA QUESTO FATTORE DI RISCHIO MODIFICABILE
Dall’housing sociale all’assistenza domiciliare e sociale integrata fino al sollievo alle famiglie: le misure con destinatari di età inferiore a 70 anni si sganciano da quelle per gli anziani fragili con interventi previsti anche con soglia Isee di 65mila euro in caso di minori
Il nuovo approccio ridisegna la piramide della dieta tradizionale sincronizzando le raccomandazioni alimentari, che restano invariate, con l'orologio biologico e le oscillazioni ormonali
Tra i sintomi dell’ictus, che solitamente aiutano a riconoscerlo, si ricordano chiaramente quelli più conosciuti, dall’intorpidimento del braccio, della gamba o del viso (da un solo lato) alle difficoltà a parlare, fino ai problemi di vista. Questi sintomi però riguardano soprattutto l’ictus del circolo cerebrale anteriore, quello più diffuso. L’ictus, però, può riguardare anche il circolo posteriore del cervello, con sintomi più sfumati e meno riconoscibili, tra questi c’è un problema dell’udito che però può aiutare a riconoscerlo: un deficit uditivo asimmetrico, una perdita dell'udito che colpisce le due orecchie in modo diverso o che si verifica soltanto in un orecchio. Lo ha spiegato uno studio condotto dall’UCL Queen Square di Londra e pubblicato su The Lancet Neurology.
In Italia la speranza di vita alla nascita è in crescita, ma lo stesso non può dirsi per gli anni di vita in buona salute: sempre più persone si trovano a convivere con patologie croniche e, per sostenere i costi legati al trattamento delle loro malattie, spesso sono costretti a fare delle rinunce.
L’Agenzia Italiana del Farmaco pubblica il Position Paper sulla medicina di precisione: più appropriatezza prescrittiva, uso di dati clinici e intelligenza artificiale per ridurre rischi e sprechi. «Non è un lusso, ma un dovere etico», afferma il presidente Robert Nisticò
Le droghe d’abuso fanno male al cervello. Non soltanto perché possono alterarne il funzionamento, ma anche perché aumentano il rischio di ictus con un impatto evidente specialmente nei più giovani: usando amfetamine, per esempio, la probabilità è più che doppia, ma negli under 55 quasi triplica.
Studio sperimentale aggiunge un tassello alle conoscenze sui benefici dell'attività fisica regolare. Ecco cosa succede in laboratorio
In Italia oltre sette milioni di persone si prendono cura in modo continuativo di un familiare con disabilità, fragilità o malattia cronica. Si tratta dei caregiver familiari, una realtà ampia e in larga parte femminile: circa il 75 per cento è composto da donne. Un impegno che coinvolge sempre più anche i giovani, chiamati a sostenere soprattutto l’invecchiamento delle generazioni precedenti, con l’assistenza rivolta in prevalenza a nonni (42 per cento) e genitori (30 per cento), in un Paese caratterizzato da un progressivo aumento dell’età media.
Il nuovo algoritmo PREVENT-ASCVD abbassa le soglie di intervento, includendo giovani adulti e nuovi biomarcatori, per una gestione più precoce e personalizzata del rischio cardiovascolare.
Il neurologo Del Sette: "A Genova in un mese già trattati 20 pazienti tutti con esito positivo"
Si stima che circa il 7–10% dei bambini presenti difficoltà di linguaggio o comunicazione, dai disturbi primari del linguaggio alle difficoltà fonologiche e di apprendimento. In età adulta, i disturbi della comunicazione e della deglutizione interessano una quota significativa di persone colpite da ictus (circa 100 mila nuovi casi ogni anno in Italia) oltre a pazienti con patologie neurodegenerative e oncologiche. Complessivamente, milioni di persone.
Il progetto RES-Q+, finanziato dal programma Horizon dell’Unione Europea, mira a migliorare l’assistenza per l’ictus combinando dati sulla qualità delle cure, tecnologie digitali e intelligenza artificiale. Basandosi sul registro globale RES-Q, un database internazionale che aiuta gli ospedali a monitorare e migliorare il trattamento dell’ictus, RES-Q+ punta a estendere questo supporto ai sopravvissuti all’ictus anche dopo la dimissione dall’ospedale.
UMBRELLA è un importante progetto di ricerca europeo che mira a migliorare la diagnosi, il trattamento e la gestione dell’ictus attraverso l’uso sicuro dell’intelligenza artificiale (IA) e degli strumenti di sanità digitale.
ALICE Italia ODV ha concesso il proprio patrocinio al convegno “V.O.C.E. – Vita, Opportunità, Comunicazione, Emozione. Verso nuove prospettive: dalla diagnosi al trattamento dei disturbi della voce”, in programma l’11 aprile 2026 presso l’Aula Magna della Clinica Neurologica dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova.
EAST-STROKE è uno studio di ricerca europeo che esplora modi migliori per prevenire un secondo ictus nelle persone che ne hanno già avuto uno e che soffrono anche di una condizione cardiaca chiamata fibrillazione atriale (FA).
Quando una persona ha un ictus, ogni minuto senza trattamento può significare un maggiore danno al cervello. Una diagnosi rapida e accurata è essenziale affinché i pazienti possano ricevere il trattamento giusto il prima possibile.