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Acceso alle cure. Nasce “Hi-Healthcare Insights”, l’osservatorio della Fondazione The Bridge

Per i promotori si tratta di "uno strumento per monitorare l’equa accessibilità ai servizi erogati dal Sistema sanitario nazionale". Dal primo monitoraggio, tra le altre cose, è emersa l’urgenza di un dialogo tra livello centrale e periferico volto a individuare modalità condivise per rilevare e rendere accessibili e utilizzabili i dati, per garantire da un lato ai cittadini il diritto a essere correttamente informati, dall’altro alle istituzioni di migliorare il sistema di accesso alle cure.

30 Aprile 2022

29 MAR - Con la fine dello stato d’emergenza l’Italia si prepara ad una nuova stagione sanitaria. Ma qual è lo stato di salute del Servizio Sanitario Nazionale? Con l’obiettivo di monitorare le modalità e le possibilità di accesso dei cittadini al Ssn - raccogliere, analizzare e rendere accessibili e liberamente utilizzabili i dati in un formato aperto (open data); evidenziare le criticità e cercare soluzioni operando in sinergia con decisori e stakeholder- nasce l’Osservatorio indipendente sull’accesso alle cure di Fondazione The Bridge.

Hi - Healthcare Insights è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte Rosaria Iardino, Presidente Fondazione The Bridge; Alessandro Venturi, Responsabile scientifico dell’Osservatorio; Annalisa Scopinaro, Portavoce delle associazioni componenti del Comitato Scientifico dell’Osservatorio; Mauro Giacomini, Professore associato di Bioingegneria presso il Dipartimento di Informatica, Bioingegneria, Robotica e Ingegneria dei Sistemi, Università di Genova; Francesco Saverio, Professore di Economia Sanitaria e Economia Politica - Research Director Economic Evaluation and Hta (Eehta) Ceis, Facoltà Di Economia, Università degli Studi di Tor Vergata, Roma; Nicola Cordone, Rappresentante Presidente Unione Buddhista Italiana.

Il primo monitoraggio. Sulla base di un’analisi delle informazioni reperibili sulle liste d’attesa gestite dalle regioni in base al Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (Pingla) 2019-2021,ed esercitando il diritto di accesso alle informazioni della Pubblica Amministrazione, l’Osservatorio ha inviato alle Regioni delle richieste di accesso civico generalizzato sui tempi medi di attesa per ogni mese del 2019 e del 2020, per ciascuna prestazione ambulatoriale e per ciascuna prestazione di ricovero soggetta a monitoraggio. Ha adottato 3 parametri di valutazione – accessibilità, usabilità e completezza – analizzati attraverso indicatori di performance (da 1 a 3) per renderli maggiormente esaustivi.
Ha lavorato sui dati per renderli omogenei tra loro e dunque comparabili. Ha analizzato i dati dal punto di vista qualitativo, al fine di valutare sia il grado di trasparenza e di accessibilità alle informazioni delle Regioni che il grado di completezza, leggibilità per il cittadino/usabilità e interoperabilità per il tecnico, dei dati forniti. Ha quindi analizzato i dati dal punto di vista quantitativo al fine di ottenere un quadro esaustivo sui tempi d'attesa in Italia. Ha, infine, reso accessibili i dati su un portale online dedicato in formato aperto e seguendo una logica di data federation così da essere liberamente utilizzabili da chiunque.

Risultati. Il Piano Nazionale di riferimento ha messo in evidenza, in primo luogo, una disomogeneità di raccolta dei dati imputabile alle linee previste, che per la troppo ampia possibilità di rendicontazione richiedono alle regioni un importante lavoro di inserimento che però non risulta efficace in termini di lettura e analisi omogenee del quadro nazionale. Si evidenzia altresì che con questa modalità non è possibile massimizzare la produzione di risultati in termini di confrontabilità e, quindi, viene meno l’obiettivo di predittività delle analisi anche in ottica di politiche sanitarie future.
“Il quadro rilevato dall’Osservatorio si riflette direttamente sulla possibilità per i decisori di pianificare politiche sanitarie coerenti con le effettive necessità del Ssn – ha dichiarato Rosaria Iardino-. È responsabilità del sistema centrale far sì che le modalità di raccolta e pubblicazione dei dati avvengano in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale. Se si considera che la gestione dei tempi di attesa rappresenta uno dei criteri per garantire l’accesso al nostro sistema universalistico una tale disomogeneità non consente di valutare le performance del sistema stesso e riduce l’opportunità di produrre informazioni indispensabili per attuare una programmazione sanitaria efficiente”.
Dalla ricerca emerge l’urgenza di un dialogo tra livello centrale e periferico volto a individuare modalità condivise per rilevare e rendere accessibili e utilizzabili i dati, per garantire da un lato ai cittadini il diritto a essere correttamente informati, dall’altro alle istituzioni di migliorare il sistema di accesso alle cure.
“Quello che emerge dal primo monitoraggio dell’osservatorio è abbastanza sconfortante – ha spiegato Venturi-. Nel nostro Paese, nonostante sia previsto per il cittadino un sistema di accesso alle informazioni, né il Ministero né le regioni si sono adeguate alla normativa. Non esiste ad oggi una base di dati accessibili e certi che consenta al cittadino di avere una chiara evidenza di quali sono i tempi per accedere alle cure sanitarie”.

Un patrimonio a disposizione di cittadini e istituzioni. Il lavoro dell’Osservatorio è messo a disposizione di tutti in un formato aperto (open data) sul portale online https://hiosservatorio.it/ Si tratta di un patrimonio che ad oggi conta oltre 1 milione di dati che precedentemente non erano disponibili nel loro complesso, a causa della loro disomogeneità non erano aggregabili, non garantivano la possibilità di effettuare comparazioni tra le diverse prestazioni regionali né di avere un quadro complessivo sulla funzionalità del sistema.
“Il lavoro dell’Osservatorio – conclude la Presidente Iardino - rappresenta un punto di partenza per un confronto con le istituzioni affinché si individuino delle modalità condivise per la raccolta, l’utilizzo e la pubblicazione dei dati, poiché solo attraverso un’analisi comparata dei dati regionali e nazionali è possibile comprendere meglio tendenze e prospettive da cui derivare riflessioni e implicazioni per un efficace policy-making”.

Fonte: quotidianosanità.it Studi e Analisi 29 marzo 2022

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