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Al San Martino il nuovo farmaco contro l'ictus: più veloce ed efficace fino a 24 ore

Il neurologo Del Sette: "A Genova in un mese già trattati 20 pazienti tutti con esito positivo"

23 Marzo 2026

Si chiama Tenecteplase è il nuovo farmaco trombolitico per l'ictus, è più rapido da somministrare, più efficace nelle occlusioni delle grandi arterie e, in casi selezionati, può essere utilizzato fino a 24 ore dall’esordio dei sintomi.

All’IRCCS AOM Ospedale Policlinico San Martino di Genova è in uso da circa un mese ed è già stato usato in una ventina di pazienti, tutti con esito positivo. A parlarne a Primocanale, durante la rubrica 'Il medico risponde' (https://youtu.be/3WTaa-DySt4) in onda dal lunedì al venerdì alle 9.30 oppure on demand sul sito primocanale.it, Massimo Del Sette, direttore della S.C. di Neurologia del Policlinico genovese.

Le nuove linee guida americane

"Le nuove linee guida americane, pubblicate il 26 gennaio, sottolineano l’importanza di questa molecola - spiega Del Sette - mettono in evidenza il ruolo di questo nuovo farmaco, che ha un nome un po’ difficile, Tenecteplase, ma che sostanzialmente funziona come il precedente: serve a sciogliere il trombo che si forma nel cuore o nelle arterie e che chiude completamente la circolazione, causando l’ischemia cerebrale".

Somministrazione più rapida, neuroni salvati

ci sono però dei notevoli vantaggi: "Il primo è legato alla rapidità di somministrazione: il farmaco precedente prevedeva un’infusione attraverso una flebo che durava un’ora, questo invece viene somministrato con una siringa in un’unica soluzione, abbiamo così già guadagnato tempo prezioso".

Un aspetto determinante se si considera che, come ricorda Del Sette, "ogni minuto perso sono due milioni di neuroni, al contrario, ogni minuto guadagnato sono due milioni di neuroni che non vengono danneggiati".

Più efficace nelle grandi occlusioni

Non solo rapidità. "Il Tenecteplase si è dimostrato più efficace soprattutto quando l’occlusione riguarda arterie di grosse dimensioni, come quelle del collo o i principali rami cerebrali - sottolinea - nelle prime ore, entro le quattro ore e mezza, è più efficace del precedente e può essere utilizzato al suo posto con un intervento più rapido".

L’ictus resta una delle principali cause di morte e disabilità

Fino a 24 ore nei casi selezionati

La finestra temporale resta un punto cruciale. La regola aurea non cambia: intervenire il prima possibile. "Il vecchio adagio ‘il tempo è cervello’ vale sempre. Questo non significa che ce la si possa prendere comoda - precisa il direttore della Neurologia - tuttavia, grazie a diagnosi molto accurate e a TAC specifiche, in pazienti selezionati il farmaco può essere impiegato fino a 24 ore dall’esordio dei sintomi. È un’opzione in più per quei casi che arrivano in ospedale dopo nove, dieci ore o anche più tardi, ma il nostro auspicio è di non doverlo mai usare in tempi così tardivi. I pazienti devono arrivare sempre prima".

I primi risultati a Genova

Al San Martino il nuovo trombolitico è in uso da circa un mese. "Siamo intorno a una ventina di pazienti trattati e tutti hanno avuto un esito positivo - riferisce Del Sette - un dato che conferma l’importanza dell’innovazione terapeutica in una patologia dove la tempestività è decisiva.
Il nostro auspicio da neurologi, che da molti anni ci battiamo perché le persone riconoscono i sintomi e arrivino presto, è di non usarlo mai tardivamente perché i pazienti che arrivino tardi devono essere sempre meno, possibilmente nessuno".

I numeri dell’ictus

L’ictus resta una delle principali cause di morte e disabilità. Nel mondo si registrano circa 12 milioni di nuovi casi ogni anno. In Italia i casi superano i 90 mila all’anno, mentre in Liguria si stimano tra i 2 mila e i 2.500 episodi annuali. È la seconda causa di morte a livello globale e la prima causa di disabilità nell’adulto. Numeri che rendono evidente quanto ogni minuto, e ogni nuovo strumento terapeutico, possano fare la differenza.

Fonte: primocanale.it di Tiziana Oberti 24 Febbraio 2026

A.L.I.Ce. Italia ODV

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