L’Agenzia Italiana del Farmaco pubblica il Position Paper sulla medicina di precisione: più appropriatezza prescrittiva, uso di dati clinici e intelligenza artificiale per ridurre rischi e sprechi. «Non è un lusso, ma un dovere etico», afferma il presidente Robert Nisticò
La medicina sta attraversando una trasformazione profonda. I progressi della genomica, della farmacogenomica e delle tecnologie digitali stanno progressivamente superando il modello delle terapie standard, uguali per tutti, aprendo la strada a cure sempre più personalizzate, costruite sulle caratteristiche biologiche, cliniche e sociali di ciascun paziente. È la cosiddetta medicina di precisione, un cambiamento che investe non solo l’innovazione scientifica ma il modo stesso di concepire la cura.
In questo scenario si inserisce la pubblicazione, da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco, del Position Paper “Medicina di precisione e appropriatezza della prescrizione farmacologica”, documento che individua le aree di intervento prioritarie per migliorare efficacia e sicurezza delle terapie e rafforzare, al tempo stesso, la sostenibilità del servizio sanitario nazionale.
Il testo è il risultato del lavoro del Tavolo tecnico Aifa sulla prescrittomica, insediato nel novembre 2024, che ha coinvolto esperti dell’Agenzia, Società scientifiche, Ordini professionali, Accademia, Istituti di ricerca e Associazioni dei pazienti. Un percorso articolato in gruppi tematici che ha portato alla definizione di raccomandazioni condivise.
L’invecchiamento e la sfida della politerapia
Il punto di partenza è un dato strutturale: l’invecchiamento della popolazione. In Italia quasi il 24% dei cittadini ha più di 65 anni e la convivenza con più patologie croniche è sempre più frequente. Secondo i dati richiamati nel Position Paper, il 68% degli over 65 assume almeno cinque farmaci diversi e il 28,5% ne assume dieci o più.
Si tratta di una condizione che espone a un rischio elevato di interazioni farmacologiche, reazioni avverse, inefficacia delle cure e scarsa aderenza terapeutica. In questo contesto, il processo prescrittivo assume un livello di complessità crescente.
«La prescrizione farmacologica non può più essere considerata un atto isolato», si legge nel documento Aifa, «ma deve trasformarsi in una valutazione integrata del binomio “paziente-malattia”, capace di tenere insieme dati clinici, terapie concomitanti, fragilità, fattori biologici e comportamentali».
Accanto alle evidenze generate dagli studi clinici controllati, il Position Paper valorizza l’impiego sistematico della Real-World Evidence per monitorare efficacia, sicurezza e appropriatezza prescrittiva nel contesto reale, in una logica di apprendimento continuo e aggiornamento dinamico delle raccomandazioni cliniche.
La “prescrittomica” e l’integrazione dei dati
«Non possiamo più accettare che la politerapia, spesso inevitabile negli anziani, diventi una fonte di rischio invece che di beneficio», afferma il presidente dell’Aifa, Robert Nisticò. «La medicina di precisione è lo strumento che ci consente di aumentare le probabilità di efficacia delle cure e ridurre gli effetti indesiderati, mettendo davvero la persona al centro».
Il documento introduce il concetto di prescrittomica, definita come l’applicazione integrata di dati clinici e informazioni multi-omiche — genomica, trascrittomica, proteomica, metabolomica ed epigenetica — insieme a strumenti digitali e di intelligenza artificiale, per personalizzare scelte terapeutiche, dosaggi e percorsi di monitoraggio nel singolo paziente.
L’obiettivo è passare da una logica “per farmaci” a una logica “per sistemi”, in cui la terapia viene costruita considerando l’insieme delle interazioni tra farmaci, organismo e contesto clinico. «Attuare la prescrittomica», si legge nel documento, «equivale a fornire strumenti concreti di miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva».
Tra le proposte operative, l’Agenzia indica la necessità di incentivare e sistematizzare pratiche come la ricognizione e la riconciliazione farmacologica, fondamentali nei pazienti in politerapia, e di promuovere l’uso di software di supporto alle decisioni cliniche per l’analisi preventiva delle interazioni farmaco-farmaco.
Un ruolo centrale è attribuito anche alla farmacogenomica, che consente di individuare variazioni genetiche in grado di influenzare la risposta ai farmaci, e al Therapeutic Drug Monitoring, utile per personalizzare i dosaggi e prevenire tossicità o inefficacia. L’adozione di sistemi di supporto decisionale, algoritmi di intelligenza artificiale e strumenti analitici avanzati richiede però la definizione di standard condivisi di validazione, qualità analitica e tracciabilità, al fine di garantirne un utilizzo appropriato, sicuro e clinicamente affidabile.
«La tecnologia non sostituisce il medico, ma lo aiuta a decidere meglio», sottolinea Nisticò. «Strumenti come i sistemi di supporto decisionale, se correttamente validati e utilizzati, possono fare la differenza nella gestione dei pazienti complessi».
Innovazione, equità e sostenibilità
Il Position Paper guarda inoltre al futuro, indicando nell’intelligenza artificiale e nella bioinformatica leve strategiche per costruire modelli predittivi in grado di supportare la pratica clinica e migliorare la governance della spesa farmaceutica.
Per rendere strutturale la medicina di precisione, il documento evidenzia la necessità di modelli organizzativi stabili, basati su reti e centri dedicati, integrazione multidisciplinare delle competenze e percorsi formativi strutturati. Obiettivo dichiarato: garantire equità di accesso e sostenibilità misurabile dell’innovazione.
Al tempo stesso, il Position Paper richiama l’importanza della formazione dei professionisti e del coinvolgimento attivo dei pazienti, perché «l’appropriatezza prescrittiva non è solo un fatto tecnico, ma anche culturale».
«La medicina di precisione non è un lusso per pochi», conclude il presidente dell’Aifa. «È un dovere etico e un investimento sul futuro del Servizio Sanitario Nazionale: curare meglio significa anche utilizzare meglio le risorse pubbliche».
Con la pubblicazione del documento, l’Agenzia Italiana del Farmaco conferma il proprio impegno a guidare la transizione verso un modello di cura più personalizzato e sostenibile. «In un Paese che invecchia rapidamente - conclude Nisticò - la sfida non è aumentare il numero dei farmaci prescritti, ma prescriverli in modo più appropriato, sicuro e mirato, trasformando l’innovazione scientifica in beneficio concreto per i cittadini».
Fonte: HealthDesk Redazione 23 Febbraio 2026