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Dalla trasparenza alla medicina del territorio. Le proposte di Assobiotec per trarre il massimo dal PNRR

06 Agosto 2021

Biotech

«Come Paese, dobbiamo essere in grado di cogliere l’opportunità unica che ci arriva dal Programma Next Generation EU e dal Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza. Un Paese che non investe in ricerca, che ha ancora troppe poche strutture produttive innovative all’interno dei propri confini, che manca di visione e politica industriale di largo respiro, che non punta su futuro e innovazione, non solo è un Paese incapace di guidare il cambiamento, ma è anche e soprattutto uno Stato che rischia di perdere uno dei treni fondamentali per la crescita di PIL e occupazione qualificata dei Paesi industrializzati».

Così il presidente di Assobiotec-Federchimica Riccardo Palmisano introduce le proposte di policy per le Life Science “per un futuro migliore” che l’associazione nazionale di Federchimica per lo sviluppo delle biotecnologie ha raccolto in un quaderno dal titolo “Dal laboratorio al paziente, l’innovazione che serve alla salute”.

Il Quaderno sarà presentato in diretta alle 17:00 ed è il secondo di tre che Assobiotec-Federchimica ha realizzato nella cornice del progetto “Biotech, il futuro migliore - Per la nostra salute, per il nostro ambiente, per l’Italia”. Raccoglie le proposte nate e approfondite in occasione dei tavoli di lavoro con focus sulle Scienze della Vita dello scorso 27 maggio e 21 giugno, a cui hanno partecipato economisti, esperti indipendenti, rappresentanti delle Istituzioni e delle imprese del mondo biotech.

Un momento irripetibile

Per Assobiotec, quello che stiamo vivendo è un momento storico unico per il settore della salute e delle Life Science per risorse a disposizione e attenzione ai temi di interesse e non bisogna dunque sprecare questa opportunità. Per questo l’associazione rilancia proposte che da anni porta avanti. In particolare, nell’ambito della ricerca clinica: il riordino dei comitati etici per un maggiore coordinamento e uniformità di tempi, modi e procedure; l’adozione di regole trasparenti nella gestione del conflitto di interessi; l’allineamento al regolamento europeo per gli studi clinici con i farmaci, semplificando l’attuale normativa e le procedure di autorizzazione. Per quel che riguarda l’innovazione nei processi produttivi, Assobiotec ritiene urgente un riposizionamento dell’industria farmaceutica nazionale sulla frontiera dell’innovazione attraverso una migliore collaborazione pubblico-privato; l’attrazione nuovi siti industriali. Per quel riguarda la governance farmaceutica, per l’associazione è necessario un finanziamento adeguato alla domanda di salute; la tutela del valore dell’innovazione farmaceutica attraverso la previsione di risorse addizionali dedicate e un’adeguata copertura brevettuale; nuovi modelli di finanziamento e pagamento delle terapie avanzate adeguati alle caratteristiche intrinseche delle stesse e che ne garantiscano un equo accesso a tutti i pazienti potenzialmente eleggibili.

C’è spazio anche per la medicina del territorio con la richiesta di un rafforzamento della capacità di diagnosi e prevenzione; della garanzia della continuità terapeutica anche attraverso la distribuzione per conto e l’home delivery; della modifica dei percorsi terapeutici nell’ottica di una de-ospedalizzazione; della selezione e formazione del personale e dell’informatizzazione dei sistemi.

Segnali di cambiamento

Il settore delle biotecnologie conta oggi in Italia più di 700 imprese, 13mila addetti e oltre 11 miliardi di fatturato. Si tratta di un comparto in cui le micro e piccole imprese superano l’80% del totale e le startup innovative contribuiscono significativamente alla crescita in termini numerici, con una quota in continuo aumento. Un comparto anche ad alta intensità di ricerca: il fatturato biotech delle imprese a capitale italiano specializzate nella R&S biotecnologica cresce nel 2019 di oltre il 23% rispetto al 2018, ben al di sopra della media annua del 12,3% registrata fra il 2014 e il 2019.

«Sono tanti i segnali incoraggianti per lo sviluppo del settore che stanno arrivando: l’innalzamento del credito d’imposta da 4 a 20 milioni, la nuova identità e missione data dal MISE a Fondazione Enea Biomedical Tech, con anche l’idea di raddoppiare la dotazione della Fondazione mettendo altri 400 milioni a disposizione delle startup focalizzate sul biotech. E ancora la detassazione del capital gain per chi investe in startup e PMI innovative, solo per citarne alcuni. Riscontriamo grande attenzione e allineamento da parte del Governo e delle Commissioni Parlamentari su temi che l’Associazione porta avanti da anni», dice Palmisano. «Segnali incoraggianti, che fanno ben sperare e che ci fanno dire, con un pizzico di orgoglio, che alcuni dei semi che in questi anni abbiamo gettato, hanno finalmente la possibilità di germogliare. Adesso però è necessario mettere a terra tutte le buone proposte contenute nel Piano e correre veloci almeno come i Paesi concorrenti».

Fonte: HealthDesk articolo di redazione 12 luglio 2021

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