Argomento del mese

DIETA MEDITERRANEA E RISCHIO DI ICTUS

01 Agosto 2015

Ictus. Di cosa si tratta.

La patologia cerebrovascolare, identificata col termine di Ictus (colpo, in latino), rappresenta la terza causa di morte e la prima causa di disabilità, nelle nazioni economicamente evolute. Si tratta invero di una malattia frequente, grave e complessa, caratterizzata dall’esordio improvviso di disfunzione cerebrale dovuta a causa vascolare. Comprende molte forme diverse per origine, gravità ed evoluzione. Ci sono forme ischemiche, in cui l’occlusione di una arteria cerebrale comporta l’insorgenza di un infarto cerebrale, e forme emorragiche, in cui il danno è provocato invece dalla rottura di una arteria intracranica. Molti fattori che si associano ad una aumentata probabilità di malattia (fattori di rischio) sono stati identificati negli ultimi decenni. Tra questi alcuni sono comuni sia alle forme ischemiche sia alle forme emorragiche e sono modificabili con interventi che riguardano lo stile di vita ed in particolare la dieta. Quando ciò è possibile si può intervenire prima che la malattia si manifesti effettuando quindi quella che si chiama prevenzione primaria. E’ stato calcolato che intervenendo in maniera efficace sui fattori di rischio modificabili per ictus la frequenza della malattia potrebbe essere ridotta di due terzi circa. Ne consegue che la prevenzione primaria svolge un ruolo di straordinaria importanza nel controllo epidemiologico della malattia cerebrovascolare.

Le ricerche medico-scientifiche hanno dimostrato che i gruppi culturali che seguono i dettami della dieta mediterranea e gli stili di vita tranquilli raggiungono maggiori livelli di longevità e minore frequenza di malattie croniche, tra cui anche l’ictus, che è malattia acuta ma che poi lascia, nella maggior parte dei malati, esiti invalidanti cronici. Per “Dieta Mediterranea” si intende l’abitudine alimentare che fa riferimento ai cibi ed alle bevande tradizionalmente assunti dai popoli che vivono nei paesi che circondano il Mar Mediterraneo (Grecia, Italia, Francia, Spagna, Nord-Africa, Turchia, Medio-Oriente). La relazione tra questo tipo di comportamento alimentare e lo stato di salute è stato oggetto di molti studi che hanno concordemente avuto risultati positivi negli ultimi 50 anni. Il concetto di Dieta Mediterranea comprende anche un’attività fisica moderata quotidiana ed uno stile di vita tranquillo. Seguendo questo modello di vita e di alimentazione si riduce sensibilmente la probabilità di insorgenza di molte malattie croniche che comprendono disturbi circolatori (ipertensione, infarto cardiaco, ictus, arteriopatia agli arti inferiori) ma anche tumori. Diminuisce anche il peso corporeo, si riduce l’incidenza di Diabete, di Depressione, di malattia di Parkinson e di Demenza. Anche alcune malattie su base immunitaria come l’artrite reumatoide sono favorevolmente influenzate. Migliora la funzione respiratoria e anche lo stato generale di salute dei bambini è migliorato.

Dieta Mediterranea. In cosa consiste.

La dieta mediterranea consiste nell’assumere come componente principale dell’alimentazione grandi quantità di cereali non raffinati, frutta, verdura e legumi. Al contrario sono molto scarsi i grassi, soprattutto quelli di origine animale, sono evitati gli alcoolici, a parte modeste quantità di vino durante il pasto. Per condimento vengono utilizzati l’olio di oliva o altri olii di origine vegetale (olio di nocciole, mandorle, etc.). La carne è assunta con moderazione, dando la preferenza alle carni “bianche” come pollo e coniglio ed al pesce. Le carni rosse sono assunte solo molto saltuariamente ed in modiche quantità. L’attività fisica deve essere quotidiana, intensa, e di durata di almeno 30’.

La base dell’alimentazione devono essere i cereali (pane, pasta, fiocchi d’avena, riso) con preferenza per quelli non raffinati (riso “bruno”, pane “integrale”) ed i vegetali (carciofi, spinaci, melanzane, peperoni, sedani, broccoli, carote, pomodori). Occorre quindi che nelle 24 ore l’individuo assuma almeno 5 porzioni di cibi vegetali, anche come contorno di piatti a base di cereali, come minestre e paste. Sono consigliati anche legumi (fagioli, piselli, lenticchie) e frutta secca (noci, mandorle, nocciole, arachidi, pistacchi). Un’altra componente importante è la frutta fresca (da 3 a 5 porzioni al giorno). Per quanto riguarda i grassi occorre evitare i grassi saturi (presenti nella carne, nelle uova, negli insaccati, nel burro, nei formaggi e negli olii di cocco e di palma) e quelli idrogenati (trasformati industrialmente) spesso presenti nei dolci industriali, biscotti, crackers, patatine fritte, margarina. I grassi non devono comunque superare il 35 % del totale delle calorie quotidiane. Per esempio su un totale di fabbisogno calorico quotidiano di un soggetto adulto che svolge attività fisica moderata (1.800 kcalorie) i grassi non devono essere più di 70 grammi al giorno. I grassi saturi non devono superare il 10% delle calorie quotidiane. L’olio d’oliva è da preferire, mentre i grassi idrogenati sono da evitare in assoluto. In effetti, l’acido oleico ha effetti protettivi sull’endotelio e svolge un significativo effetto anti-aterosclerotico, antidiabetico ed antidislipidemico. I latticini, importanti per l’apporto di calcio, vitamine e proteine, devono essere assunti con moderazione a meno che non siano depauperati dei grassi (“magri”). Per quanto riguarda le bevande, l’apporto di liquidi deve essere abbondante ma essere rappresentato da acqua (almeno 1 – 1,5 litri al giorno); il vino è consentito in quantità moderate e possibilmente rosso (1 bicchiere a pasto negli uomini, 1 bicchiere al giorno nelle donne).

Effetto specifico della Dieta Mediterranea sull’ictus.

Lo studio sullo stato di salute delle infermiere (Nurses’ Health Study) condotto negli Stati Uniti su oltre 120.000 donne di età compresa tra 30 e 55 anni, per un periodo di oltre 20 anni, ha dimostrato che la dieta mediterranea ha un effetto positivo sulla incidenza e sulla mortalità per ictus. Nelle donne che la seguono con la massima costanza, la riduzione riguarda sia l’incidenza di ictus ischemico che di ictus emorragico, sia la mortalità per ictus, sia per malattie vascolari in genere.

Lo studio ATTICA condotto su una popolazione urbana greca di oltre 3.000 persone seguita per 5 anni, ha dimostrato che la dieta mediterranea riduce la frequenza di malattie cardio-e cerebro-vascolari di circa il 20%. E’ rilevante notare che lo stesso gruppo di popolazione, ricontrollato recentemente a distanza di circa altri 5 anni dalla fine del precedente studio, avendo in maggioranza modificato lo stile di vita ed abbandonato le sane abitudini alimentari “mediterranee”, ha presentato una preoccupanterecrudescenza delle malattie in questione.

Il recente studio PREDIMED (PREvención con DIeta MEDiterránea), svolto in Spagna su oltre 7.000 soggetti con età compresa tra 55 e 80 anni, ha dimostrato che l’aderenza attiva alla dieta mediterranea determina, rispetto alla dieta “libera”, una significativa riduzione dei valori di Pressione arteriosa e, globalmente di malattie cardio- e cerebro-vascolari, sia come incidenza che come mortalità. Il dato è rilevante in quanto è noto che l’ipertensione arteriosa è il principale fattore di rischio per ictus sia ischemico che emorragico.L’effetto sarebbe prevalentemente dovuto all’utilizzo dell’olio d’oliva, come costituente principale dei grassi della dieta.

Una revisione sistematica della letteratura (Dietary patterns and stroke: A systematic review and re-meta-analysis) pubblicata da Kontogianni e collaboratori nel 2014, ha messo insieme ed analizzato i dati di tutti gli studi di buona qualità condotti sull’argomento “Ictus e Dieta Mediterranea”, fornendo risultati molto convincenti su un grande effetto protettivo. Il rischio di ictus risulterebbe globalmente ridotto del 35% circa in chi segue la Dieta Mediterranea.

In conclusione, quindi, l’aderenza alla Dieta Mediterranea comporta una riduzione certa della frequenza di ictus e della mortalità per questa grave malattia. Gli studi, inoltre, confermano al di là di ogni dubbio che anche le altre malattie vascolari sono diminuite in chi segue tale dieta, e che l’aspettativa di vita, espressa in numero di anni di vita in assenza di grave disabilità,ne è favorevolmente influenzata.

Carlo Gandolfo, Professore Ordinario di Neurologia, Università di Genova

Componente del Comitato Tecnico Scientifico dell’Associazione per la lotta all’ictus cerebrale (A.L.I.Ce. Italia Onlus) - Centro Ictus dell’Università di Genova -E-mail: [email protected]

ALICe

A.L.I.Ce. Italia ODV

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