Disfagia. Quando anche l’acqua va di traverso
Un sorso d'acqua, una briciola o perfino la saliva possono imboccare la strada sbagliata e scatenare una tosse improvvisa. Con l’età può succedere più spesso, ma quando gli episodi si ripetono non vanno liquidati con una semplice pacca sulla schiena

A tavola stavamo parlando, abbiamo bevuto troppo in fretta e all’improvviso parte quella tosse incontenibile che interrompe la conversazione, fa lacrimare gli occhi e richiama l’attenzione di tutti.
«Mi è andata di traverso», diciamo appena riusciamo a riprendere fiato.
Può accadere a chiunque. Ma quando comincia a succedere più spesso, magari persino con l’acqua o con la propria saliva, non è detto che sia sempre colpa della distrazione. Potrebbe essere cambiato qualcosa nel delicato meccanismo che ci permette di deglutire.
Deglutire è molto più complicato di quanto sembri
Mandare giù un boccone ci appare un gesto automatico. In realtà richiede una sequenza estremamente precisa, durante la quale lingua, palato, faringe, laringe ed esofago devono lavorare insieme.
In pochi istanti il cervello coordina muscoli e nervi, mentre le vie respiratorie vengono temporaneamente protette per impedire che cibo o liquidi entrino nella trachea. La laringe si solleva, le corde vocali si chiudono e l’epiglottide contribuisce a indirizzare il boccone verso l’esofago.
È una specie di scambio ferroviario biologico: da una parte passa l’aria diretta ai polmoni, dall’altra ciò che deve raggiungere lo stomaco. Basta un piccolo errore di tempo perché un sorso imbocchi il binario sbagliato.
La tosse che ne segue non è soltanto un fastidio. È il sistema di difesa con cui l’organismo cerca di liberare le vie respiratorie.
Perché con gli anni può capitare più spesso
L’età, da sola, non trasforma necessariamente la deglutizione in un problema. Con il passare degli anni, però, alcuni muscoli possono perdere forza e rapidità, i riflessi diventare meno pronti e la sensibilità di bocca e gola ridursi. La coordinazione tra respirazione e deglutizione può quindi richiedere maggiore attenzione.
Anche la minore produzione di saliva può rendere difficile formare e far scorrere il boccone. Protesi dentarie non ben adattate, problemi di masticazione, reflusso gastroesofageo e numerosi farmaci possono aggiungere ulteriori difficoltà.
Il rischio aumenta soprattutto in presenza di patologie neurologiche come ictus, Parkinson, demenze, sclerosi multipla e malattie neuromuscolari. Possono interferire anche disturbi dell’esofago, interventi chirurgici o trattamenti che abbiano interessato la testa e il collo.
Non sempre, dunque, è «soltanto l’età». Proprio per questo gli episodi frequenti meritano di essere raccontati al medico.
Non sono necessariamente i cibi solidi i più difficili
Si potrebbe pensare che un pezzo di pane o di carne sia più impegnativo di un bicchiere d’acqua. Non è sempre così.
I liquidi scorrono rapidamente e richiedono una risposta molto ben sincronizzata. Se il riflesso della deglutizione arriva con un piccolo ritardo, l’acqua può raggiungere l’ingresso delle vie respiratorie prima che queste siano completamente protette.
Alcune persone incontrano più difficoltà con i liquidi; altre con i cibi asciutti, fibrosi o friabili; altre ancora con entrambe le consistenze. Non esiste quindi una soluzione universale e non è prudente modificare autonomamente la densità delle bevande o eliminare intere categorie di alimenti: prima bisogna capire dove si trova il problema.
Quando non è più un episodio occasionale
Il disturbo della deglutizione prende il nome di disfagia. Non significa soltanto non riuscire a inghiottire. Può manifestarsi attraverso segnali più discreti:
tosse o senso di soffocamento durante o subito dopo i pasti;
necessità di deglutire più volte lo stesso boccone;
sensazione che il cibo resti fermo in gola o nel torace;
voce umida, gorgogliante o diversa dopo aver bevuto;
pasti diventati insolitamente lunghi e faticosi;
cibo che rimane in bocca o risale verso il naso;
perdita di peso o disidratazione non spiegate;
febbre, bronchiti o infezioni respiratorie ricorrenti.
Esiste anche la cosiddetta aspirazione silente: piccole quantità di liquidi, alimenti o saliva possono raggiungere le vie respiratorie senza provocare una tosse evidente. Se l’aspirazione si ripete, può favorire una polmonite.
Mangiare con calma aiuta, ma non cura la disfagia
Durante i pasti è utile sedersi con il busto ben eretto, evitare di parlare mentre si mastica, preparare bocconi piccoli e concedersi il tempo necessario per deglutire prima di prenderne un altro. Mangiare quando si è molto stanchi o sonnolenti può rendere meno precisa la coordinazione.
Sono precauzioni ragionevoli, ma non sostituiscono una valutazione quando il problema si ripete. Il medico può indirizzare verso gli specialisti competenti e verso una valutazione della deglutizione, alla quale partecipa spesso il logopedista. In alcuni casi sono necessari esami strumentali per osservare che cosa accade realmente mentre si mangia o si beve.
Il trattamento dipende dalla causa e può comprendere esercizi, tecniche posturali, strategie di deglutizione e adattamenti personalizzati della consistenza degli alimenti.
Se compare improvvisamente
Una nuova difficoltà a deglutire comparsa all’improvviso, soprattutto se associata a bocca storta, debolezza di un braccio o di una gamba, linguaggio confuso, vertigini o perdita dell’equilibrio, può essere un segnale di ictus: bisogna chiamare immediatamente il 112.
Anche l’ostruzione completa delle vie respiratorie è un’emergenza. Se una persona non riesce più a respirare, parlare o tossire efficacemente, occorre allertare subito i soccorsi e praticare le corrette manovre di disostruzione, se si è in grado di farlo.
Quando invece la persona tossisce con forza e riesce a respirare, bisogna incoraggiarla a continuare a tossire, sorvegliandola senza ricorrere a interventi improvvisati.
Un sorso andato di traverso ogni tanto appartiene alla vita. Ma se l’acqua sembra aver dimenticato troppo spesso la strada per lo stomaco, forse non è diventata lei più distratta. È arrivato il momento di controllare lo scambio
Riferimenti scientifici: NHS – Dysphagia; American Speech-Language-Hearing Association – Adult Dysphagia; Istituto Superiore di Sanità – Disfagia e alimentazione.
Fonte: mondosanita.it articolo di Giusi Levato 29 Agosto 2026