Festa dei Nonni: un nonno da proteggere, un nipote che può fare la differenza
FAST Heroes porta nelle famiglie la conoscenza dei sintomi dell’ictus. In Italia oltre 18mila bambini coinvolti nell’ultimo anno scolastico.

Roma, 1 ottobre 2026 – C’è un regalo che i bambini possono fare ai propri nonni e che può valere molto più di qualsiasi altro: imparare a riconoscere i segnali dell’ictus e sapere come agire senza perdere tempo. In occasione della Festa dei Nonni, che si celebra il 2 ottobre, A.L.I.Ce. Italia Odv (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) riporta l’attenzione sul legame tra nonni e nipoti attraverso FAST Heroes, la campagna educativa internazionale gratuita che insegna ai bambini della scuola primaria e dell’infanzia a riconoscere i principali sintomi dell’ictus e ad attivare tempestivamente i soccorsi. Il progetto ha raggiunto un traguardo significativo nei mesi passati: un milione di bambini nel mondo ha imparato e condiviso con le proprie famiglie conoscenze che possono contribuire a salvare una vita. La campagna è oggi attiva in oltre 20 Paesi e continua a crescere anche in Italia, dove nell’ultimo anno sono stati coinvolti oltre 18mila bambini tra i 5 e i 10 anni, in più di 300 scuole.
Il principio alla base di FAST Heroes è semplice ma potente: i bambini diventano messaggeri di salute all’interno delle proprie famiglie. Attraverso cinque lezioni, attività interattive e materiali pensati per la loro età, imparano a riconoscere i principali segnali dell’ictus e soprattutto a capire che, quando questi compaiono, non bisogna aspettare che passino: bisogna chiamare immediatamente il 112. Le conoscenze apprese a scuola vengono poi portate a casa e condivise con genitori e nonni.
Non è soltanto un’idea educativa: i dati disponibili sul progetto mostrano che questo meccanismo di trasferimento delle conoscenze funziona. Nelle scuole analizzate nel programma di follow-up, la quota di bambini in grado di riconoscere almeno tre sintomi dell’ictus è passata dal 38% all’85%, mentre la conoscenza del numero da chiamare per l’ambulanza è passata dal 40% al 100%.
“Insegnare a un bambino a riconoscere l’ictus significa dargli uno strumento che può utilizzare per proteggere una persona che ama – afferma Andrea Vianello, Presidente di A.L.I.Ce. Italia Odv. FAST Heroes dimostra quanto possa essere potente il passaggio di conoscenze tra generazioni: il bambino impara a scuola, porta a casa ciò che ha imparato e può diventare, nel momento del bisogno, colui che riconosce i sintomi e chiede aiuto. Nel giorno in cui celebriamo i nostri nonni, vogliamo ricordare che prendersi cura di loro significa anche sapere come proteggerli da un’emergenza come l’ictus cerebrale”.
L’idea è particolarmente significativa considerando che l’età media delle persone colpite da ictus è intorno ai 70 anni e che una quota importante dei pazienti è rappresentata proprio da nonni. La relazione tra generazioni diventa così anche una straordinaria occasione di educazione alla salute: non sono soltanto gli adulti a insegnare ai bambini, ma sono i più piccoli a poter trasferire agli adulti informazioni che, in caso di emergenza, possono fare la differenza.
Il messaggio di FAST Heroes è infatti molto concreto: Face, Arm, Speech, Time. Di fronte a un sorriso asimmetrico, alla debolezza improvvisa di un braccio o a una difficoltà nel parlare, bisogna riconoscere rapidamente i segnali e agire: il tempo è cervello e ogni minuto conta.
“La Festa dei Nonni è un’occasione per celebrare il loro ruolo all’interno delle nostre famiglie, ma anche per ricordare che la salute è un patrimonio che possiamo proteggere insieme – conclude Vianello. Con FAST Heroes vogliamo costruire una comunità sempre più consapevole, nella quale anche i bambini possano diventare protagonisti della prevenzione e della capacità di intervenire tempestivamente”.
Il traguardo del milione di bambini raggiunti a livello mondiale rappresenta una tappa importante per FAST Heroes, ma non il punto di arrivo: l’obiettivo è continuare su questa strada, portando il programma in nuove classi, in nuove scuole per rafforzare quella catena di consapevolezza che partendo dai bambini, raggiunge le famiglie e può arrivare all’intera comunità. Perché, quando si tratta di ictus, anche un bambino può diventare un eroe. E può esserlo proprio per i suoi supereroi preferiti: i nonni.