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Giornata mondiale del medico di famiglia: “Valorizzarne il ruolo, regala ai cittadini anni di vita in buona salute”

Always there to care: sempre lì, vicini al paziente, pronti a curare e a prendersi cura.

30 Maggio 2022

Always there to care: sempre lì, vicini al paziente, pronti a curare e a prendersi cura. Sono i medici di famiglia, celebrati ieri, 19 maggio, con una Giornata mondiale loro dedicata (https://www.globalfamilydoctor.com/member/formemberorganizations/worldfamilydoctordaya).

Ad indirla, sin dal 2010, il Wonca, l’organizzazione che, a livello globale, riunisce appunto i medici di medicina generale. Il tema di quest’anno: “Always there to care” sottolinea la continuità, la disponibilità e l’importanza delle cure primarie e dei medici di medicina generale.

«La continuità delle cure offerte dai medici di famiglia è essenziale per l’efficacia della cura stessa ed è un valore aggiunto che regala al paziente anni di vita in buona salute. La vicinanza, la prossimità, l’essere là dove ce ne è bisogno è un altro pilastro dell’assistenza fornita dai medici di medicina generale. Sempre in prima linea, nelle guerre, nelle emergenze sanitarie, in tempo di pace. Pronti a portare a termine la loro missione anche a rischio della propria vita: dei 374 medici morti per il Covid, quasi i due terzi erano medici di medicina generale. La cura, intesa come terapia ma soprattutto come presa in carico a tutto tondo del paziente, è la ragion d’essere dei medici di famiglia, che, ricorda il Wonca, erogano cure di alta qualità e in maniera eguale. In Italia, il medico di famiglia è la figura attraverso la quale il Servizio Sanitario Nazionale realizza i valori di prossimità e di uguaglianza nell’accesso alle cure per tutti i cittadini», commenta Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici.

Nei due anni di pandemia, oltre ai 20 milioni di italiani affetti da malattie croniche già curati dai medici di famiglia si sono aggiunti i 17 milioni di cittadini positivi al Covid, raddoppiando il carico di lavoro dei medici.

«Oggi è il tempo che il diploma specifico in Medicina generale sia considerato a tutti gli effetti una specializzazione, così come previsto dalle norme comunitarie. È anche il tempo di valorizzare il ruolo di questa colonna del Servizio sanitario nazionale: un professionista al servizio dei cittadini. Un professionista che è legato ai suoi pazienti da un rapporto che non si esaurisce con la visita in studio, ma che continua con una telefonata, un messaggio anche la domenica o a tarda sera, per avere un consiglio, fugare un dubbio, ricevere una rassicurazione. Un rapporto che genera fiducia, la moneta più preziosa: l’81% degli italiani ha fiducia nel suo medico di famiglia. E la fiducia è alla base della relazione di cura e presupposto della riuscita di ogni strategia terapeutica o di prevenzione», conclude Anelli.

ALICe

ALICe Italia O.D.V.
Associazione per la
Lotta all'Ictus Cerebrale

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