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Ictus, come riconoscerlo? Dalla paresi facciale alla difficoltà nel linguaggio: ecco quando (e come) intervenire

Ci sono tre tipi di Ictus, i sintomi con cui si presenta sono ben precisi: riconoscerli in tempo è fondamentale per ridurre i danni

18 Settembre 2022

Julie Chin era in diretta a condurre il tg di rete KJRH a Tulsa, in Oklahoma, quando si è trovata improvvisamente incapace di parlare. E' stata lei stessa a raccontarlo sui suoi profili social. La giornalista ha scritto di aver perso parte della vista da uno degli occhi prima che il suo braccio e la sua mano diventassero insensibili e non poteva pronunciare le parole mentre apparivano di fronte a lei sul gobbo. Alla fine, ha deciso di abbandonare il servizio e di passare la linea velocemente al meteo. Un Ictus era in corso. I colleghi hanno capito cosa stesse accadendo e così sono intervenuti riuscendo a salvarla. Ora sta bene, ma deve ancora stare sotto osservazione.

Ictus, cosa è?

"Ictus" è il termine medico che indica un danno del tessuto cerebrale o la morte di una sua porzione, dovuti a un insufficiente afflusso di sangue a un'area del cervello.

L’ictus (o “stroke” per dirlo in inglese) è una sindrome caratterizzata dall’esordio improvviso di un deficit neurologico focale che dura pochi minuti e che si verifica, anche senza dolore, a causa di un’interruzione dell’apporto di sangue ossigenato in un’area del cervello.

Ed è proprio quell'area di tessuto cerebrale che non riceve più sangue ossigenato che viene colpita causando la perdita (transitoria o irreversibile) delle funzioni cerebrali controllate dalla parte (es. perdita della parola, della vista, dell’udito o del movimento) o, addirittura, la sua necrosi (o morte).

L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) definisce l'Ictus come una perdita di funzione cerebrale a insorgenza rapida, i cui sintomi durano almeno 24 ore e sono attribuibili esclusivamente a cause di natura vascolare.

Le tre tipologie di Ictus

L’improvviso deficit delle cellule nervose non si manifesta sempre nello stesso modo, infatti, si possono elencare tre tipologie diverse di Ictus (Bear et all, 2016): Ictus ischemico, Ictus emorragico e Attacco ischemico transitorio (TIA, Transient Ischemic Attack).

Ictus Ischemico

Ictus ischemico, provocato dall’ostruzione delle arterie cerebrali a causa di un coagulo di sangue. In questo caso si parla di ischemia cerebrale in quanto le cellule che prima venivano nutrite da quell’arteria subiscono un infarto e muoiono. L’ischemia cerebrale è la più comune forma di ictus: rappresenta l’85% di tutti i casi. Il protagonista del restringimento può essere un trombo o un embolo. Quando è un trombo, l'ictus ischemico è di tipo trombotico; quando è un embolo, l'ictus ischemico è di tipo embolico.

  • Ictus Ischemico Trombotico

I trombi sono coaguli di sangue anomali attaccati alla parete interna dei vasi che spesso si formano dopo la lesione dell'endotelio vascolare e in corrispondenza di una placca aterosclerotica. Nell'ictus ischemico trombotico, la riduzione dell'apporto di sangue al cervello è dovuta alla presenza di un trombo in un'arteria cerebrale o in un vaso arterioso precedente alle arterie cerebrali.

  • Ictus Ischemico Embolico

Nell'Ictus ischemico embolico, invece, la riduzione dell'afflusso di sangue al cervello è dovuta alla presenza di un embolo in un'arteria cerebrale o in un vaso arterioso immediatamente precedente. In genere, gli emboli sono piccoli coaguli di sangue circolanti, che derivano dallo sfaldamento di un trombo. Questi particolari coaguli sanguigni diventano pericolosi, nel momento in cui, circolando nel sistema vascolare, raggiungono un vaso il cui diametro è pari al loro: ciò comporta, infatti, l'ostruzione del vaso interessato e il conseguente blocco del flusso sanguigno.

Ictus emorragico

Viene anche chiamato emorragia cerebrale, e si verifica quando un'arteria cerebrale si rompe o perde sangue. Consiste nella perdita e nel conseguente accumulo di sangue nei tessuti encefalici dovuto alla rottura di vasi sanguigni. In base a dove ha luogo il fenomeno emorragico, l'ictus collegato può essere di tipo intracerebrale oppure di tipo subaracnoideo.

  • Ictus Emorragico Intracerebrale

Si parla di ictus emorragico intracerebrale quando l'emorragia avviene all'interno del cervello. In questo caso, la pressione esercitata dal sangue che fuoriesce dal vaso compromesso è notevolmente dannosa per le aree circostanti.

  • Ictus Emorragico Subaracnoideo

In questo caso l'emorragia si verifica sulla superficie del cervello, nello spazio che separa la meninge aracnoide dalla meninge pia madre. Di solito a provocare questo Ictus è la rottura di un aneurisma cerebrale cioè una dilatazione patologica permanente di un vaso sanguigno, solitamente arterioso che rende la parete vasale interessata più debole e soggetta a rotture. Quando un aneurisma si rompe il sangue che esce dal vaso compromesso danneggia i tessuti circostanti e leva ossigeno e nutrienti alle aree a cui era destinato.

Attacco ischemico transitorio (TIA, Transient Ischemic Attack)

In questo tipo di Ictus avviene una temporanea interruzione o riduzione dell’afflusso del sangue al cervello. Dura pochi minuti e generalmente non provoca danni permanenti.

I sintomi

I segni e i sintomi con cui si presenta l’ictus sono ben precisi: riconoscerli e intervenire tempestivamente è fondamentale per ridurre i danni.

Gli americani usano l’acronimo FAST (Stroke Association, 2018) per riconoscere i segni dell’ictus in modo rapido:

  • F (Face, faccia), paresi facciale: se la bocca appare storta, gli angoli “cadono” verso il basso o un lato non si muove come l’altro.
  • A (Arms, braccia), deficit motorio degli arti superiori: le braccia appaiono deboli e il soggetto non riesce a tenerle entrambe tese in avanti orizzontalmente.
  • S (Speech, linguaggio), difficoltà nel linguaggio: il soggetto non riesce a pronunciare frasi semplici e parla farfugliando.
  • T (Time, tempo): se è presente anche solo uno di questi segni chiamare immediatamente i soccorsi.

Ma ci sono altri segnali che fanno capire che un Ictus può essere in corso:

  • perdita di forza e sensibilità di un arto o di una metà del viso;
  • abbassamento o perdita della vista;
  • forte mal di testa, al di fuori della norma;
  • perdita di equilibrio, comparsa di vertigini e senso di sbandamento;
  • difficoltà di comprensione.

Come intervenire

Qualora riconoscessimo uno o più segni di questo tipo è fondamentale chiamare immediatamente il 118 e fornire una descrizione di quanto sta accadendo. Il soccorso immediato può aiutare a salvare la vita e consente di limitare i danni cerebrali. L'intervento tempestivo dei sanitari è fondamentale, perché saranno loro a capire di che tipo di attacco ischemico il paziente è stato colpito, nel momento dell’attacco non si può sapere se sarà transitorio e quindi senza conseguenze.

Fonte: ilmessaggero. ictus/salute 09 settembre 2022 (aggiornamento 10/09/2022)

ALICe

ALICe Italia O.D.V.
Associazione per la
Lotta all'Ictus Cerebrale

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