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Ictus, la depressione potrebbe essere un segnale d’allarme

26 Luglio 2022

Uno studio su Neurology mostra che in molti casi alcuni anni prima dell’ictus emergono sintomi depressivi che potrebbero funzionare da campanelli di allarme. La depressione, quindi, non è solo una questione post-ictus ma anche pre-ictus

Il legame tra depressione e ictus è noto, ma finora era stato osservato soprattutto nella fase “post”: le persone che hanno avuto un ictus hanno maggiori probabilità di sviluppare sintomi depressivi. Ora un nuovo studio appena pubblicato su Neurology suggerisce l’esistenza di un’associazione anche nella fase “pre”: alcune persone entrano in una condizione di depressione anni prima di subire l’evento cardiovascolare.

I ricercatori hanno osservato, indagando a ritroso, che spesso chi aveva avuto un ictus aveva sofferto del disturbo dell’umore nel periodo precedente. Così, per approfondire la questione, hanno avviato uno su quasi 11mila adulti dall’età media di 65 anni che non avevano mai avuto un ictus che sono stati seguiti per 12 anni. Durante il periodo di osservazione 425 persone hanno avuto un ictus. Questo gruppo è stato messo a confronto con un gruppo di oltre 4mila persone simili per età e condizioni di salute che non avevano avuto un ictus.

«La depressione è uno dei problemi più urgenti nelle persone che hanno avuto un ictus ed è così comune che viene definita depressione post-ictus. Ma il nostro studio ha non solo rilevato che i sintomi depressivi aumentano notevolmente dopo l'ictus, ma ha anche scoperto che le persone avevano già sviluppato alcuni sintomi depressivi prima ancora che si verificasse l’ictus», ha affermato Maria Blöchl, dell'Università di Münster in Germania a capo dello studio.

Ogni due anni, i partecipanti erano invitati a compilare dei questionari per valutare il loro benessere psicologico in cui dovevano indicare la presenza di sintomi depressivi nella settimana precedente, tra cui tristezza, solitudine, stanchezza, mancanza di motivazione, disturbi del sonno ecc… In base alle risposte, veniva assegnato un punteggio: più numerosi erano i sintomi di depressione, più alto era il punteggio.

I ricercatori hanno scoperto che sei anni prima dell'ictus, le persone che in seguito avevano avuto un ictus e quelle che non lo avevano avuto avevano ottenuto più o meno lo stesso punteggio (circa 1,6 punti). Ma il quadro cambiava a mano a mano che ci si avvicinava al momento dell’ictus. Nei due anni precedenti all’evento cardiovascolare il punteggio del gruppo con ictus iniziava ad aumentare in media di 0,33 punti. Dopo l’ictus la depressione peggiorava in media di altri 0,23 punti, mantenendosi stabile per oltre dieci anni.

All’inizio dello studio, nel gruppo di persone che poi avrebbero avuto l’ictus, il 29 per cento risultava a rischio di depressione in confronto al 24 per cento delle persone che non avrebbero avuto l’ictus. Al momento dell’ictus la percentuale di persone con una probabile depressione saliva al 34 per cento.

«Ciò suggerisce che i sintomi crescenti della depressione prima dell'ictus sono per lo più cambiamenti sottili e potrebbero non essere sempre clinicamente rilevabili. Ma anche un leggero aumento dei sintomi depressivi, in particolare dell'umore e dei sintomi legati alla stanchezza, può essere un segnale che sta per verificarsi un ictus. La depressione non è solo un problema post-ictus, ma anche un fenomeno pre-ictus. Non è chiaro però se questi cambiamenti pre-ictus possano essere usati per prevedere chi avrà un ictus», conclude Bloch.

Fonte: HealthDesk articolo di redazione 21 luglio 2022

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