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Ictus, sclerosi multipla, Parkinson, demenze, cefalee: la salute del cervello tra prevenzione, innovazione e cura

Dalla diagnosi precoce alla prevenzione: la Società scientifica di neurologia in campo per la formazione, tecnologia e reti di cura necessari ad affrontare l'impatto crescente delle malattie neurologiche in Italia

29 Luglio 2026
Mondo sanità Ictus, sclerosi multipla, parkinson, demenze, cefalee, la salute del cervello tra prevenzione, innovazione e cura - immagine 1

Demenze, ictus, malattia di Parkinson, sclerosi multipla, epilessia, cefalee e malattie rare neurologiche: sono alcune delle patologie che ogni giorno coinvolgono milioni di persone e rappresentano una delle principali sfide per i sistemi sanitari di tutto il mondo. Secondo il Global Burden of Disease Study dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, i disturbi neurologici interessano 3,4 miliardi di persone e costituiscono oggi la prima causa globale di cattiva salute e disabilità.

Anche in Italia il loro impatto è rilevante: oltre un milione di persone vive con una forma di demenza, circa 300.000 con la malattia di Parkinson, 144.000 con la sclerosi multipla. A questi numeri si aggiunge l'ictus cerebrale, una delle principali cause di morte e disabilità: ogni anno nel nostro Paese si registrano circa 90.000 nuovi casi di stroke. L’impatto sanitario, sociale ed economico è rilevante: si stima un costo di oltre 20 miliardi di euro l'anno, tra spesa sanitaria, assistenza e perdita di produttività, con conseguenze sempre più rilevanti per le famiglie, i caregiver e la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. A incidere sono l'invecchiamento della popolazione, la crescente cronicità di molte malattie e l'evoluzione delle possibilità diagnostiche e terapeutiche che rendono la neurologia una disciplina sempre più strategica. Accanto alla cura, assumono un ruolo centrale la prevenzione, la formazione degli specialisti e l'innovazione tecnologica: elementi indispensabili per garantire percorsi assistenziali efficaci e una presa in carico sempre più personalizzata.

È in questo contesto che si inserisce la Giornata mondiale della neurologia, che si celebra il 22 luglio. La ricorrenza rappresenta un'occasione per richiamare l'attenzione sull'importanza della Brain Health, promuovere la cultura della prevenzione e sensibilizzare cittadini e istituzioni sul valore della salute del cervello lungo tutto l'arco della vita. Per l'occasione, la Società Italiana di Neurologia (SIN) promuove iniziative di informazione e sensibilizzazione in tutta Italia, con monumenti e palazzi istituzionali illuminati di blu e una campagna di comunicazione dedicata.

L’allungamento dell’aspettativa di vita, la cronicità di molte condizioni neurologiche e la complessità dei percorsi di diagnosi e cura rendono queste patologie una delle principali sfide sanitarie contemporanee, con un impatto crescente sulla qualità della vita delle persone, sulle famiglie e sulla sostenibilità dei sistemi sanitari. La neurologia, infatti, è oggi chiamata a presidiare un campo sempre più ampio: dalle patologie acute tempo-dipendenti alle malattie neurodegenerative, dalle condizioni croniche alle malattie rare. Proprio queste ultime rappresentano un ambito di particolare rilievo, se si considera che il 40% delle malattie rare è di natura neurologica e richiede competenze specifiche e altamente qualificate.

“La neurologia è una disciplina vasta, complessa. Non si occupa solo di emergenza e urgenza, quindi di patologie tempo-dipendenti come l’ictus ma anche di patologie croniche estremamente complesse: sclerosi multipla, epilessia, Parkinson, malattia di Alzheimer, cefalee”, dichiara Mario Zappia, presidente della Società Italiana di Neurologia. “Sono malattie che durano anche decenni e spesso le scelte terapeutiche devono essere via via aggiornate in funzione delle necessità dei pazienti. Richiedono competenze altamente specializzate non solo per l’individuazione e la diagnosi, ma anche per il trattamento nel corso del tempo”.

In questo scenario, la formazione del neurologo diventa una leva decisiva. La trasformazione digitale sta cambiando in profondità il modo di fare diagnosi, monitorare i pazienti e organizzare la presa in carico. “La tecnologia sta cambiando il nostro modo di agire: pensiamo all’intelligenza artificiale, all’uso sempre più rilevante della telemedicina, dei biosensori per monitorare la quotidianità dei pazienti. Tutte queste competenze richiedono formazione. Il compito della Società Italiana di Neurologia, in questo momento, è quello di dare formazione ai neurologi, non solo ai giovani neurologi ma anche a quelli con grande esperienza alle spalle”, sottolinea il Presidente Zappia.

La formazione, tuttavia, non riguarda solo l’innovazione tecnologica. Secondo la SIN, il neurologo deve poter svolgere un ruolo più incisivo anche nelle relazioni istituzionali e nei processi decisionali che definiscono l’organizzazione dei servizi, il fabbisogno di specialisti e la programmazione sanitaria nei territori. “Spesso le scelte che riguardano il fabbisogno dei neurologi nel nostro Paese vengono determinate senza che i neurologi siano interpellati”, spiega Zappia, che aggiunge: “Riteniamo invece che il neurologo debba avere voce in capitolo. Per questo stiamo promuovendo una formazione in public affairs, affinché i neurologi possano avere un’interlocuzione reale e credibile con i decisori delle scelte che si andranno a fare nei vari territori”.

Accanto alla diagnosi, alla cura e alla presa in carico, la prevenzione rappresenta uno dei capitoli più innovativi della neurologia contemporanea. Le evidenze scientifiche più recenti indicano che una quota rilevante del rischio neurologico è modificabile: la prevenzione è quindi possibile e deve diventare parte integrante delle strategie di salute pubblica, attraverso interventi precoci, politiche sociali ed educative, promozione di stili di vita sani e riduzione delle disuguaglianze. “La prevenzione è qualcosa di nuovo in ambito neurologico”, osserva Mario Zappia. “In neurologia è stata spesso poco considerata, probabilmente perché molte malattie sono state ritenute a decorso ineluttabile. Ma oggi sappiamo, ad esempio, che nell’ambito della demenza abbiamo un 45% di fattori di rischio modificabili”.

Da qui deriva la centralità della Brain Health, la salute del cervello: “La salute del cervello vuol dire prendersi cura di quest’organo importantissimo anche indipendentemente dalla presenza di una malattia neurologica. Le campagne di prevenzione che stiamo progettando insieme ad altre istituzioni e partner riguarderanno tutta la popolazione, soprattutto i giovani. Siamo fiduciosi di poter ottenere, nel tempo, gli stessi risultati che le campagne di prevenzione hanno avuto nell’ambito di altre malattie”, conclude Mario Zappia.

La Giornata mondiale della neurologia diventa così non solo una ricorrenza scientifica ma un appello alla responsabilità collettiva. Per questo, la Società Italiana di Neurologia promuove diverse iniziative di sensibilizzazione su tutto il territorio nazionale. Molti Comuni e Istituzioni illumineranno di blu alcuni dei principali monumenti cittadini. A Roma, ad esempio, saranno illuminati Palazzo Chigi, Palazzo Madama e Palazzo Montecitorio, come segno di attenzione verso la salute del cervello e le persone che convivono con una malattia neurologica. Nella pagina dedicata alla Giornata Mondiale della Neurologia sul sito della Società Italiana di Neurologia (neuro.it), l’elenco completo dei monumenti illuminati.

Tra le iniziative previste, inoltre, si segnalano: una campagna radiofonica, che dal 22 al 29 luglio porterà la voce dei neurologi SIN sulle emittenti locali di tutta Italia; e una campagna dedicata sui canali social SIN, con contenuti divulgativi pensati per il grande pubblico.

Le principali patologie neurologiche: dove sta andando la ricerca e dove si curano

- Demenze e malattia di Alzheimer

Le ricerche più avanzate puntano sulla diagnosi sempre più precoce attraverso biomarcatori nel sangue e nel liquor, neuroimaging ad alta definizione e strumenti di intelligenza artificiale. Sul fronte terapeutico proseguono gli studi sui farmaci in grado di rallentare la progressione della malattia nelle fasi iniziali, oltre a programmi di stimolazione cognitiva e neuromodulazione.

Dove si curano: nei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) del Servizio sanitario nazionale, presenti in tutte le Regioni, e nei principali IRCCS neurologici.

- Ictus cerebrale (stroke)

L'innovazione riguarda soprattutto l'estensione delle terapie di riperfusione (trombolisi e trombectomia meccanica), l'utilizzo dell'intelligenza artificiale per accelerare la diagnosi radiologica e la neuroriabilitazione con robotica, realtà virtuale e teleriabilitazione.

Dove si cura: nelle Stroke Unit, presenti negli ospedali dotati di neurologia e neuroradiologia interventistica, seguite da centri di neuroriabilitazione specialistica.

- Malattia di Parkinson

La ricerca è orientata verso terapie personalizzate, nuove formulazioni farmacologiche a rilascio continuo, dispositivi indossabili per il monitoraggio dei sintomi, telemedicina e studi sulla stimolazione cerebrale e sulla riabilitazione ad alta tecnologia.

Dove si cura: nei Centri Parkinson ospedalieri e universitari, nelle Unità di Neurologia specializzate e negli IRCCS dedicati alle neuroscienze.

- Sclerosi multipla

Negli ultimi anni sono aumentate le terapie ad alta efficacia, mentre la ricerca si concentra su nuovi farmaci immunomodulanti, medicina personalizzata, biomarcatori, realtà virtuale e tecnologie digitali per la riabilitazione.

Dove si cura: nei Centri Sclerosi Multipla distribuiti sul territorio nazionale, autorizzati alla prescrizione delle terapie innovative e collegati alle reti neurologiche regionali.

- Epilessia

L'innovazione riguarda nuovi farmaci per le forme farmacoresistenti, chirurgia dell'epilessia, neurostimolazione e sistemi di monitoraggio continuo mediante elettroencefalografia avanzata.

Dove si cura: nei Centri per l'Epilessia accreditati, presenti nei principali ospedali universitari e IRCCS.

- Cefalee

L'introduzione degli anticorpi monoclonali anti-CGRP e dei gepanti (piccole molecole dirette contro il recettore del calcitonin gene related peptide, coinvolto nella trasmissione del dolore di tipo emicranico) ha cambiato la cura dell'emicrania, affiancandosi a percorsi multidisciplinari e a nuovi approcci di neuromodulazione non invasiva nei casi più complessi.

Dove si curano: nei Centri Cefalee, presenti in numerose strutture ospedaliere pubbliche e universitarie.

- Malattie rare neurologiche

L'innovazione è trainata dalla genomica, dal sequenziamento di nuova generazione (Next Generation Sequencing), dalla medicina di precisione, dalle terapie geniche e cellulari e dall'individuazione di nuovi biomarcatori molecolari.

Dove si curano: nei Centri di riferimento per le Malattie Rare e negli IRCCS della Rete delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione, che coordinano ricerca clinica, diagnosi e presa in carico multidisciplinare.

Fonte: mondosanita.it articolo di Ettore Mautone 20 Luglio 2026

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