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Infarto e ictus, ecco il vademecum italiano per gestire le sindromi coronariche acute

Migliorare la qualità delle decisioni cliniche e coordinare i percorsi di cura ottimizzando i risultati per i pazienti e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale: le indicazioni dei cardiologi ospedalieri

13 Maggio 2026
Sole 24Ore Infarto e ictus, ecco il vademecum italiano per gestire le sindromi coronariche acute - immagine 1

Le malattie cardiovascolari, di cui le sindromi coronariche acute rappresentano una delle principali manifestazioni acute con circa 7 milioni di casi all’anno nel mondo e 135.000 nel nostro Paese, rappresentano la prima causa di morte a livello globale. Secondo stime dell’organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), circa 18 milioni di persone muoiono ogni anno per malattie cardiovascolari, pari a circa 31% di tutti i decessi globali, e l’85% di queste morti è attribuibile a infarto miocardico acuto e ictus ischemico. Analogamente, in Italia, la cardiopatia ischemica è responsabile di una quota significativa di decessi totali, con un contributo stimato di circa l’11% di tutte gli eventi fatali e incidenze maggiori nei maschi rispetto alle femmine.

Le “Buone pratiche”

L’ Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (Anmco), capofila di oltre 40 società scientifiche, su richiesta dell’Istituto superiore di sanità (Iss), che promuove lo sviluppo di strumenti di supporto decisionale finalizzati a migliorare l’appropriatezza, la sicurezza e la qualità dell’assistenza sanitaria, in coerenza con quanto previsto dalla legge “Gelli-Bianco”, ha appena concluso i lavori sulle Buone Pratiche Cliniche da adottarsi nei soggetti con sindrome coronarica acuta. Un’area di elevata rilevanza clinica, epidemiologica e organizzativa, caratterizzata da un’evoluzione continua delle conoscenze scientifiche e da una significativa variabilità nella pratica clinica. Nonostante la disponibilità di linee guida internazionali, permangono infatti numerosi ambiti decisionali nei quali le evidenze risultano incomplete, contrastanti o di difficile applicazione nei diversi contesti assistenziali, rendendo necessario un supporto decisionale integrativo e contestualizzo.

Percorsi standard

L’Iss ha dato chiare indicazioni alle società scientifiche per lo sviluppo di Raccomandazioni di buone pratiche cliniche su alcune tematiche di particolare rilevanza. Ad Anmco è stato dato l’incarico di coordinare quelle sulle sindromi coronariche acute. L’Associazione è sempre stata in prima linea su questo argomento, dallo “Studio Gissi” ai più recenti studi osservazionali Eyeshot, portando la mortalità intraospedaliera per infarto miocardico acuto dal 30% degli anni 70 al 2,8% nel 2024 ( Eyeshot 2 Study). Oltre il 90% delle Unità di terapia intensiva cardiologica (Utic) in Italia sono Anmco. Il rilevante impatto clinico, organizzativo ed economico sul Servizio sanitario nazionale delle sindromi coronariche acute rende indispensabile l’adozione di percorsi diagnostico-terapeutici standardizzati, basati sulle migliori evidenze disponibili e adattati al contesto clinico nazionale. Le Raccomandazioni di Buona pratica clinica cardiologica (Rbpca) rappresentano uno strumento fondamentale di governo clinico, che supporta i professionisti sanitari nei processi decisionali.

Una bussola per i clinici

Queste nuove Raccomandazioni rivolte alle sindromi coronariche acute (Sca) hanno l’obiettivo di fornire indicazioni operative per migliorare la qualità delle decisioni cliniche, coordinare i percorsi assistenziali nell’ambito dei diversi setting di cura e ridurre la variabilità gestionale, con l’obiettivo ultimo di ottimizzare gli esiti per i pazienti e l’efficienza del Ssn in questo ambito. Le Raccomandazioni offrono ai cardiologi e a tutti gli operatori sanitari strumenti decisionali più aderenti alla realtà, contribuendo a ridurre la variabilità dei comportamenti clinici e a migliorare l’equità e la qualità delle cure su tutto il territorio nazionale.

Ancora una volta l’Associazione si conferma punto di riferimento e partner privilegiato delle istituzioni, dimostrando la propria capacità di essere apripista tra le società scientifiche nel promuovere innovazione, appropriatezza e qualità dell’assistenza cardiologica in Italia.

Fonte: ilsole24ore.com articolo di Leonardo De Luca *, Fabrizio Oliva ** 11/05/2026

* Chair Anmco Rbpca e Direttore Cardiologia del Policlinico San Matteo di Pavia** Co-Chair Anmco Rbpca e Direttore Dipartimento Cardiologia clinica dell’ospedale Niguarda di Milano

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