La salute del cervello è la nuova grande sfida della sanità: oltre 3,4 miliardi di persone convivono con una condizione neurologica
The Lancet Neurology e dell’OMS fotografano una realtà che cambia le priorità della sanità globale: le condizioni che interessano il sistema nervoso sono oggi la principale causa di perdita di salute e disabilità nel mondo

Per molti anni la lotta contro le malattie cardiovascolari e i tumori ha rappresentato la priorità assoluta della sanità pubblica. Oggi, però, la ricerca internazionale racconta uno scenario diverso: le condizioni che interessano il sistema nervoso sono diventate il principale fattore di perdita di salute e disabilità a livello globale, imponendo una profonda riflessione sull’organizzazione dei sistemi sanitari e sulle strategie di prevenzione.
È il messaggio che accompagna la Giornata Mondiale del Cervello, promossa dalla World Federation of Neurology (WFN), che si celebrerà il 22 luglio con il tema “Brain Health: Access for All”. L’obiettivo della campagna è chiaro: garantire a tutti un accesso equo alla prevenzione, alla diagnosi precoce, alle cure e alla riabilitazione delle patologie neurologiche.
A fornire il quadro scientifico più completo è il Global Burden of Disease 2021, pubblicato su The Lancet Neurology, il più ampio studio epidemiologico mai realizzato sulle condizioni che coinvolgono il sistema nervoso, analizzando dati provenienti da 204 Paesi.
I numeri sono impressionanti. Nel 2021 circa 3,4 miliardi di persone, oltre il 40% della popolazione mondiale, convivevano con almeno una condizione che interessava il sistema nervoso. Complessivamente queste patologie hanno determinato circa 443 milioni di anni di vita persi per morte prematura o vissuti con disabilità (DALY), facendo delle malattie neurologiche il principale contributore alla perdita globale di salute.
Rispetto al 1990, il numero assoluto di DALY è aumentato di circa il 18%, ma gli autori dello studio evidenziano un aspetto fondamentale: il tasso standardizzato per età è invece diminuito di circa il 27%. Questo significa che il peso crescente delle patologie neurologiche è dovuto soprattutto all’aumento della popolazione mondiale e al progressivo invecchiamento, più che a un peggioramento del rischio individuale.
Tra le condizioni che contribuiscono maggiormente al carico globale figurano ictus, emicrania, neuropatia diabetica, encefalopatia neonatale, epilessia, demenze e altre malattie neurodegenerative. L’ictus continua a rappresentare la principale causa di perdita di salute tra tutte le malattie neurologiche, mentre l’invecchiamento della popolazione sta determinando un costante aumento del numero di persone affette da demenza e malattia di Alzheimer.
Secondo gli esperti, una parte consistente di questo carico potrebbe essere ridotta intervenendo sui fattori di rischio modificabili. Lo studio identifica infatti elementi come ipertensione arteriosa, diabete, obesità, sedentarietà, fumo, esposizione all’inquinamento atmosferico e altri fattori metabolici e ambientali come determinanti importanti soprattutto per l’ictus e per diverse altre patologie neurologiche. La prevenzione cardiovascolare diventa quindi anche prevenzione neurologica.
Accanto alla prevenzione emerge un’altra priorità: l’accesso alle cure. È proprio questo il cuore della campagna mondiale del 2026. In molte aree del pianeta milioni di persone non riescono ad accedere tempestivamente a neurologi, esami diagnostici, riabilitazione e trattamenti specialistici. Secondo la World Federation of Neurology, ridurre queste disuguaglianze rappresenta una delle principali sfide sanitarie del prossimo decennio.
Per questo motivo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito la salute neurologica tra le priorità del proprio Intersectoral Global Action Plan on Epilepsy and Other Neurological Disorders 2022-2031, che invita i Paesi a rafforzare i servizi territoriali, migliorare la formazione degli operatori sanitari, sviluppare reti assistenziali integrate e favorire una diagnosi sempre più precoce.
Anche per l’Italia il tema assume un valore strategico. L’invecchiamento della popolazione rende inevitabile un progressivo aumento delle persone che convivono con malattie neurologiche croniche. Investire oggi nella prevenzione dei fattori di rischio, nella medicina territoriale, nella telemedicina e nei percorsi diagnostico-terapeutici significa preparare il Servizio sanitario nazionale ad affrontare una delle sfide più rilevanti dei prossimi decenni.
La Giornata Mondiale del Cervello ricorda che la salute cerebrale non riguarda soltanto i neurologi. Coinvolge la prevenzione, l’assistenza territoriale, la ricerca, la riabilitazione e le politiche sociali. Perché proteggere il cervello significa preservare autonomia, memoria, capacità cognitive e qualità della vita di milioni di persone. E le nuove evidenze scientifiche indicano chiaramente che investire nella salute del cervello non è più una scelta: è una priorità per tutti i sistemi sanitari.
Fonte: mondosanita.it articolo di Giulia Gioda 20 Luglio 2026
