Novità scientifiche

LAVORO E PROFESSIONE Vecchiaia senza sicurezza, una bomba socio-sanitaria pronta a esplodere

19 Febbraio 2018

Il bisogno di sicurezza è tanto più avvertito quanto più si è deboli. Gli anziani malati e disabili rappresentano la popolazione a maggior rischio di insicurezza. Aiutarli significa garantire la sicurezza nelle quattro dimensioni che la caratterizzano: medica, sociale, domestica e ambientale. Sono dimensioni strettamente interrelate. Ad esempio, reddito ed educazione bassi, dimensione sociale, condizionano negativamente lo stato di salute, dimensione medica, ma la cattiva salute, causando disabilità accresce il fabbisogno di supporto sociale. La netta separazione dell'assistenza sociale da quella sanitaria in Italia accentua il rischio di un supporto inadeguato e peggiora il rapporto costo-efficacia dell'assistenza.

In realtà esistono molti strumenti e pratiche operative in grado di accrescere la sicurezza nelle sue varie dimensioni. Nell'ambito sociale, il vero strumento di sicurezza per chi invecchia è avere intorno dei giovani: si invecchia male in una società di vecchi. Quindi politiche per la famiglia si traducono in un beneficio ai più anziani, non solo per il finanziamento delle pensioni ancora basate sul retributivo. 
La sicurezza domestica significa prevenire i frequenti incidenti domestici, rendere la casa globalmente adeguata alle necessità individuali, monitorare la qualità di vita domestica. Esistono molte soluzioni tecnologiche efficaci: da sensori di passaggio o di uso che monitorizzino l'attività fisica, il cui declino precede peggioramenti dello stato di salute, a sensori ambientali volti a garantire ottimale temperatura, umidità e luminosità; da sensori di freschezza degli alimenti a sistemi di allarme per cadute; da tecniche di resetting ambientale volto a minimizzare il rischio architettonico a sistemi di assistenza domotica e robotica per soggetti disabili. 

Esempi di interventi che promuovano la sicurezza ambientale sono la facilitazione degli spostamenti, il contrasto dell'inquinamento ambientale cui l'anziano è particolarmente sensibile, specie per gli effetti cardiovascolari e respiratori; l'uso di sistemi di localizzazione per anziani con problemi di orientamento spaziale o di sociometri per misurare le interazioni sociali e, così, programmare interventi socio e psicoattivanti; il ricorso a sistemi di prenotazione e facilitazione di pratiche mediche e amministrative.

La sicurezza medica implica la certezza di godere della giusta e tempestiva assistenza in caso di necessità, dei non pochi programmi profilattici (vaccini, stile di vita, attività fisica, screening…), di assistenza domiciliare integrata ove necessario. Può avvalersi di sistemi di monitoraggio multiparametrici o, più economici ed egualmente funzionali, oligoparametrici o monoparametrici individualizzati per patologie croniche a rischio di riacutizzazione, come lo scompenso cardiaco e la BPCO, così da cogliere tempestivamente l'esordio della riacutizzazione e permettere interventi terapeutici tempestivi. 
Esistono negli ambiti su-citati importanti esperienze e tecnologie italiane, ad esempio un modello di assistenza e monitoraggio domiciliare può ridurre del 49% l'outcome composito ricoveri e mortalità per scompenso cardiaco e del 34% i ricoveri per BPCO, con notevoli vantaggi economici, ma non sembra esservene adeguata conoscenza e coscienza.

La stessa possibilità di assicurare una valutazione multidimensionale geriatrica, atta a integrare i singoli interventi in una prospettiva di efficienza e di costo/efficacia, è limitata dalla scarsa disponibilità di specialisti in Geriatria, per giunta destinata ad aggravarsi. Infatti, il numero di specializzandi in Geriatria previsti nell'ultimo concorso nazionale (2017) è 164 a fronte dei 396 specializzandi in Pediatria, sebbene la società sia già vecchia (22% di ultre65enni) e lo divenga sempre di più. Addirittura la visita geriatrica non è inclusa tra i Livelli Essenziali di Assistenza, rientrando tra le prestazioni generiche e non determinate (altre prestazioni). 

Tutto ciò denota un'assoluta mancanza di attenzione e cultura a fronte delle continue dichiarazioni a favore della popolazione geriatrica. La vera sicurezza potrà conseguirsi solo quando i decisori avranno compreso che servono professionisti, procedure e mezzi per assicurarla e che la loro applicazione è economicamente vantaggiosa oltre che eticamente motivata.

Fonte: Sole 24 Ore sanità, articolo di Raffaele Antonelli Incalzi (presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria), 13 febbraio 2018

 

 

 

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