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L’inquinamento è responsabile di 9 milioni di morti all’anno nel mondo

30 Maggio 2022

I dati del 2019 della Lancet Commission on Pollution and Health sono preoccupanti. Dal 2015 a oggi resta invariato il numero di morti causati dall’inquinamento. Il calo dei decessi nei Paesi poveri per l’inquinamento domestico è compensato da un aumento di morti per inquinamento industriale

Dal 2015 a oggi è cambiato ben poco. L’inquinamento uccide allo stesso modo: nel 2019 è stato responsabile di 9 milioni di morti, grosso modo lo stesso numero registrato quattro anni prima. C’è una sola differenza tra l’ultima analisi della Lancet Commision on Pollution e la precedente del 2015: nel 2019 sono diminuiti i morti per l’inquinamento associato alla povertà (inquinamento indoor e dell’acqua) ma sono aumentati quelli per l’inquinamento ambientale.

La Lancet Commission on Pollution and Health del 2017, utilizzando i dati dello studio Global Burden of Disease (GBD) del 2015, aveva rilevato che l'inquinamento era stato responsabile di circa nove milioni di morti, il 16 per cento di tutti i decessi a livello globale. Il nuovo rapporto fornisce stime aggiornate degli effetti sulla salute dell'inquinamento sulla base dei dati GBD 2019 più recenti disponibili.

L’impatto dell’inquinamento sulla mortalità è rimasto invariato. Nei Paesi poveri, soprattutto in Africa, sono diminuiti i morti per inquinamento delle acque e dell’aria respirata in casa resa tossica dall’utilizzo di combustibili solidi per la cottura del cibo. Lo si deve al miglioramento nell’igiene delle acque e al ricorso a combustibili più sicuri.

Ma questo dato positivo è stato contrastato da un aumento sostanziale dei decessi per esposizione all'inquinamento industriale, come l'inquinamento atmosferico, l'inquinamento da piombo e altre forme di inquinamento chimico. La tendenza si è osservata in tutte le regioni, ma soprattutto nel Sud-est asiatico, dove l'aumento dei livelli di inquinamento industriale si combina con l'invecchiamento della popolazione e con, di conseguenza, un numero crescente di persone esposte.

In generale l'inquinamento atmosferico (sia domestico che ambientale) rimane il più mortale con 6,67 milioni di morti in tutto il mondo. L'inquinamento delle acque è stato responsabile di 1,36 milioni di morti premature. Il piombo ha contribuito a 900mila morti premature. L’esposizione a sostanze chimiche ha provocato 870mila morti. Complessivamente, le morti per inquinamento sono aumentate del 66 per cento negli ultimi due decenni, da una stima di 3,8 milioni di morti nel 2000 a 6,3 milioni di morti nel 2019.

«L’inquinamento è ancora la più grande minaccia esistenziale per la salute umana e planetaria e compromette la sostenibilità delle società moderne. La prevenzione dell'inquinamento può anche rallentare il cambiamento climatico, ottenendo un doppio beneficio per la salute del pianeta, e il nostro rapporto richiede una transizione massiccia e rapida da tutti i combustibili fossili all'energia pulita e rinnovabile», ha dichiarato Philip Landrigan, direttore del Global Public Health Program and Global Pollution Observatory al Boston College, coautore del rapporto.

Gli autori del rapporto hanno anche calcolato le perdite economiche associate alle morti in eccesso per inquinamento. Ebbene, nel 2019 il danno finanziario è stato pari a 4-6 trilioni di dollari, equivalente al 6,2 per cento della produzione economica globale.

Lo studio mette in luce, infine, le gigantesche disparità nel mondo: il 92 per cento dei decessi legati all'inquinamento, e il maggior onere delle perdite economiche, si verifica nei Paesi a basso e medio reddito.

L’inquinamento, il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità sono strettamente collegati. Il controllo efficace di queste minacce congiunte richiede un’alleanza formale scienza-politica a livello globale stabilire gli interventi idonei, influenzare la ricerca e direzionare i finanziamenti. L'inquinamento è stato generalmente visto come un problema locale da affrontare attraverso la regolamentazione subnazionale e nazionale o, occasionalmente, con la politica regionale nelle regioni a reddito più elevato. Tuttavia, è chiaro che l'inquinamento è una minaccia planetaria e che i suoi fattori trainanti, la dispersione e l’impatto sulla salute trascendono i confini locali e richiedono una risposta globale. È necessaria un'azione globale su tutti i principali inquinanti moderni», afferma Rachael Kupka, coautrice e direttore esecutivo della Global Alliance on Health and Pollution.

Gli autori del nuovo studio propongono nelle conclusioni otto raccomandazioni, tra cui la richiesta di un gruppo scientifico-politico indipendente sull'inquinamento su modello dell’IPPC (Intergovernmental Panel on Climate Change), insieme a maggiori finanziamenti per il controllo dell'inquinamento da parte di governi, donatori indipendenti e filantropici e un migliore monitoraggio dell'inquinamento e raccolta di dati.

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