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Piano nazionale per la non autosufficienza. Il ministro Orlando ha firmato il Decreto per oltre 2,6 miliardi a Regioni

Il Piano individua lo sviluppo degli interventi ai fini della graduale attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali da garantire su tutto il territorio nazionale. Nello specifico, le risorse afferenti al Fondo per le non autosufficienze ammontano a: 822 milioni di euro per il 2022; 865,3 milioni di euro per il 2023 e 913,6 milioni di euro per il 2024

18 Settembre 2022

Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, ha firmato la proposta di Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che adotta il nuovo Piano nazionale per la non autosufficienza, relativo al triennio 2022-2024, stanziando complessivamente oltre 2,6 miliardi di euro.

Il Piano, già approvato in Conferenza Unificata lo scorso luglio, individua lo sviluppo degli interventi ai fini della graduale attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali da garantire su tutto il territorio nazionale.

Nello specifico, le risorse afferenti al Fondo per le non autosufficienze ammontano a:

  • 822 milioni di euro per il 2022
  • 865,3 milioni di euro per il 2023
  • 913,6 milioni di euro per il 2024.

Sono altresì finanziate azioni volte alla realizzazione dei progetti previsti dalle "Linee di indirizzo per Progetti di vita indipendente", sulla base della programmazione regionale, per 183 ambiti coinvolti e un ammontare complessivo di risorse a livello nazionale pari a più di 14,6 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2022-2024.

Infine, ai fini del rafforzamento dei PUA (Punti Unici di Accesso) sono previsti 20 milioni per il 2022 e 50 milioni di euro per ciascun anno del biennio 2023-2024, da destinare alle assunzioni di personale con professionalità sociale presso gli Ambiti Territoriali Sociali.

Il Decreto è stato trasmesso per la firma alla Presidenza del Consiglio e ai ministri Stefani, Speranza e Franco.

“Di politiche sociali e di sostegno ai non autosufficienti - scrive il ministro Orlando sulla sua pagina facebook - se ne parla poco, purtroppo, in queste settimane di campagna elettorale. Oggi però c'è una notizia importante, un obiettivo per il quale abbiamo lavorato a lungo in questi mesi, a partire dalla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali. Ho firmato la proposta di Dpcm che stanzia 2,6 miliardi di euro alle regioni per il Piano nazionale per la non autosufficienza. Si tratta di risorse e strumenti importanti per aiutare gli anziani, le persone più fragili e le loro famiglie che troppo spesso sono lasciate sole di fronte alle difficoltà. Una risposta concreta per contrastare le diseguaglianze e costruire un nuovo modello di welfare”.

Cosa prevede il Piano. Il documento prevede che sulla base delle indicazioni programmatiche del Piano le regioni adottano un Piano regionale per la non autosufficienza, ovvero altro atto di programmazione regionale degli interventi e dei servizi necessari per l’attuazione del Piano nazionale. Il Piano regionale individua, in particolare, su base triennale gli specifici interventi e servizi sociali per la non autosufficienza finanziabili a valere sulle risorse del Fondo per le non autosufficienze.

Il Piano regionale dovrà contenere: il quadro di contesto e le modalità di attuazione dell’integrazione sociosanitaria; le modalità di individuazione dei beneficiari; la descrizione degli interventi e dei servizi programmati, e, in particolare, le caratteristiche dei servizi socioassistenziali volti a promuovere la continuità e la qualità di vita a domicilio delle persone anziane non autosufficienti, comprese le nuove forme di coabitazione solidale delle persone anziane nelle aree indicate nonché le altre forme di intervento; la programmazione delle risorse finanziarie; le modalità di monitoraggio degli interventi; le risorse e gli ambiti territoriali coinvolti nell’implementazione delle “Linee di indirizzo per Progetti di vita indipendente”
Le risorse complessivamente afferenti al Fondo per le non autosufficienze nel triennio 2022-2024 sono pari a 822 milioni di euro nel 2022, 865,3 milioni di euro nel 2023 e 913,6 milioni di euro nel 2024 per un totale di circa 2,6 mld nel triennio. L’erogazione è condizionata alla rendicontazione dell’effettivo utilizzo di almeno il 75%, su base regionale, delle risorse. Eventuali somme non rendicontate devono comunque essere esposte entro la successiva erogazione.
“La prospettiva costituzionale della progressiva attuazione dei LEPS guida l’intera azione di pianificazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali”, si spiega nel testo dove si rimarca come “naturalmente il PNNA 2022-2024 deve affrontare anche i profondi cambiamenti provocati nel tessuto sociale dagli effetti della prolungata pandemia, con tutto quello che comporta per i sistemi locali di assistenza. In questi due anni è emersa con estrema chiarezza la correlazione indissolubile tra salute e ciò che a livello sociale incide nel determinare la salute e il ben-essere delle persone, specialmente se non autosufficienti, con disabilità, sole o fragili ed esposte al rischio di grave marginalità, tanto da rendere non più eludibile l’obiettivo della costruzione di compiuti sistemi integrati di servizi, organizzati su base territoriale”.

Nel suo impianto, il Piano per la Non Autosufficienza 2022-2024 si “fonda su un criterio di universalità e di prossimità alle persone ed alle comunità territoriali e si configura come un importante vettore del processo di transizione alimentato dalle spinte riformatrici in corso. Allo stesso tempo è stato predisposto, per favorire con la necessaria progressività, il consolidamento dei LEPS su tutto il territorio nazionale e il percorso di integrazione tra i sistemi sociale e sanitario. Tutto ciò, seguendo un approccio rivolto alla prevenzione per scongiurare l’adozione di onerosi interventi emergenziali, presagibili in un contesto determinato dall’invecchiamento e dalla presenza di condizioni di fragilità complesse”.

Si devono considerare Leps:

a) a.1 l’assistenza domiciliare sociale quale servizio caratterizzato dalla prevalenza degli interventi di cura della persona e di sostegno psico-socio-educativo.
a.2 assistenza sociale integrata con i servizi sanitari, ad integrazione di interventi di natura
sociosanitaria;
a.3 soluzioni abitative, anche in coerenza con la programmazione degli interventi del PNRR, mediante ricorso a nuove forme di coabitazione solidale delle persone anziane e tra generazioni;
a.4 adattamenti dell’abitazione alle esigenze della persona con soluzioni domotiche e tecnologiche che favoriscono la continuità' delle relazioni personali e sociali a domicilio, compresi i servizi di telesoccorso e teleassistenza;

b) servizi sociali di sollievo, quali:
b.1 il pronto intervento per le emergenze temporanee, diurne e notturne, gestito da personale qualificato;
b.2 un servizio di sostituzione temporanea degli assistenti familiari in occasione di ferie, malattia e maternità;
b.3 l'attivazione e l'organizzazione mirata dell'aiuto alle famiglie valorizzando la collaborazione volontaria delle risorse informali di prossimità e quella degli enti del Terzo settore nonché' sulla base delle esperienze di prevenzione, di solidarietà intergenerazionale e di volontariato locali;

c) servizi sociali di supporto, quali:
c.1 la messa a disposizione di strumenti qualificati per favorire l’incontro tra la domanda e l'offerta di lavoro degli assistenti familiari, in collaborazione con i Centri per l'impiego del territorio.
c.2 l’assistenza gestionale, legale e amministrativa alle famiglie per l'espletamento di adempimenti.

Fonte: quotidianosanita.it Governo e Parlamento 11/09/2022

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