Attività, notizie ed eventi

Pressione, colesterolo, glicemia: da oggi l’Europa invita tutti a controllare i valori

Parte la prima settimana Ue di screening. Dal congresso di Milano l’allarme sui giovani: il diabete non è più una malattia solo da adulti

17 Ottobre 2026
Pressione, colesterolo, glicemia: da oggi l’Europa invita tutti a controllare i valori

Misurare la pressione, controllare la glicemia, conoscere il proprio livello di colesterolo. Gesti semplici, che l’Europa vuole trasformare in abitudine collettiva. Da oggi, Giornata mondiale del cuore, e fino al 4 ottobre si svolge la prima Settimana europea di screening, con lo slogan “Know your numbers” (Conosci i tuoi valori). L’iniziativa è stata lanciata a Milano, nel corso del 62° Congresso della European Association for the Study of Diabetes (Easd), dalle tre principali società scientifiche europee del settore cardiometabolico: la Società europea di cardiologia (Esc), l’Easd e l’Associazione europea per lo studio dell’obesità (Easo).

I numeri di un’emergenza

Il punto di partenza è la dimensione del problema. Le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte nell’Unione: nel 2022 hanno provocato 1,7 milioni di decessi, uno su tre, e riguardano circa 62 milioni di persone. Il diabete colpisce 35,3 milioni di europei e circa un adulto su sei convive con l’obesità. Tre patologie spesso compresenti e strettamente legate, che pesano sempre di più su famiglie e sistemi sanitari.

Il problema, spiegano gli esperti, è che troppo spesso vengono scoperte tardi, quando compaiono i sintomi o si sono già sviluppate complicanze. Da qui l’obiettivo di passare da un approccio reattivo a uno preventivo. La campagna si inserisce nel Piano «Safe Hearts» della Commissione europea, che punta a ridurre del 25% le morti cardiovascolari premature entro il 2035, e sostiene la proposta di raccomandazione del Consiglio Ue sui controlli di salute cardiovascolare.

«La prevenzione non può aspettare», ha detto il commissario europeo per la Salute e il Benessere animale Olivér Várhelyi, invitando i cittadini a sottoporsi a un controllo e a rivolgersi a un operatore sanitario. Per la presidente dell’Esc, Cecilia Linde, lo screening è l’occasione per superare le disuguaglianze legate a luogo di residenza, genere e condizione socioeconomica, e rappresenta «un investimento nei nostri figli, nelle nostre comunità e nel futuro dell’Europa».

Il presidente dell’Easd, Francesco Giorgino, ha ricordato che «troppe persone convivono ancora con il diabete di tipo 2 senza saperlo» e che la prevenzione deve coinvolgere anche chi ha il tipo 1, esposto a un rischio cardiovascolare crescente nel tempo. Il presidente dell’Easo, Volkan Yumuk, ha chiesto di andare oltre il solo indice di massa corporea nella diagnosi dell’obesità, mentre la presidente dell’Eudf (European Diabetes Forum), Chantal Mathieu, ha invitato gli Stati membri a «tradurre il piano in azione», cominciando proprio dallo screening di questa settimana.

I presidenti delle tre società esortano i cittadini a partecipare alle migliaia di iniziative locali previste in Europa. Oltre a pressione, glicemia e colesterolo, contano l’indice di massa corporea e la circonferenza vita.

Il diabete tra i giovani

Se la campagna guarda al futuro, i dati presentati al congresso, in corso fino al 2 ottobre, spiegano l’urgenza. Secondo il modello Diamond-T1D, entro il 2049 le persone con diabete di tipo 1 nel mondo saranno 12,1 milioni, il 29% in più dei 9,4 milioni del 2025. Già oggi il fenomeno riguarda soprattutto i più giovani: nel 2025 la fascia 0-19 anni ha rappresentato il 42% dei nuovi casi (37% nei Paesi ad alto reddito, 49% in quelli a basso reddito). Uno studio della Colorado School of Public Health indica che, dall’inizio del secolo, i nuovi casi sotto i 20 anni sono aumentati di quasi dieci volte: una patologia che non riguarda più solo adulti e anziani.

In Italia le persone con diabete sono quasi 4 milioni, a cui si aggiunge circa un milione e mezzo di persone che non sanno di averlo. Per il tipo 1 è prevista una crescita del 16% entro il 2049, fino a oltre 239mila casi.

Terapie e linee guida

Tra i temi del congresso, le terapie disease-modifying nel diabete di tipo 1, che non sostituiscono l’insulina ma puntano a modulare la risposta autoimmune e a preservare le cellule beta. Oggi esiste un solo farmaco approvato per rallentare la malattia, ma altri immunomodulatori e strategie antigene-specifiche e cellulari sono in sperimentazione. Ampio spazio anche a incretine, multi-agonisti e amilina per l’obesità, con focus su sicurezza ed effetti collaterali.

Giorgino ha citato due documenti: la nuova linea guida Easd sul monitoraggio continuo della glicemia, che valuta l’estensione del Cgm a tutti gli adulti con diabete di tipo 2 indipendentemente dal trattamento insulinico, e il Consensus Report Ada/Easd 2026, orientato a un trattamento precoce e intensivo, che affianchi al controllo glicemico la protezione cardiovascolare, renale ed epatica e la gestione del peso.

Il modello italiano

L’Italia rivendica un ruolo di primo piano. Dalla legge quadro del 1987 alla legge Mulè, che ha introdotto lo screening pediatrico per diabete di tipo 1 e celiachia, fino alla legge Pella, che riconosce l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante. Ora è in esame il ddl 287 della senatrice Daniela Sbrollini, che vuole rendere l’attività fisica prescrivibile dal Servizio sanitario nazionale come una terapia.

Il messaggio comune, dal palco di Milano, è uno: la diagnosi precoce salva vite, e la prevenzione deve diventare parte della quotidianità dell’assistenza sanitaria in tutta Europa.

Fonte: ilsole24ore.com articolo di Francesca Cerati 29 settembre 2026

A.L.I.Ce. Italia

A.L.I.Ce. Italia ODV