Attività, notizie ed eventi

Riabilitazione dopo l'ictus, sul Corriere della Sera i numeri del primo Report nazionale

Dopo aver salvato la vita, il Servizio sanitario deve garantire il diritto al recupero. Il quotidiano racconta i dati del Report sostenuto da A.L.I.Ce. Italia Odv: in alcune Regioni i posti letto riabilitativi sono oltre quattro volte quelli disponibili in altre.

31 Ottobre 2026
riabilitazione

La riabilitazione dopo un ictus o un grave trauma cranico è la fase che decide quanta autonomia una persona potrà recuperare, e in Italia questa possibilità dipende ancora dal luogo in cui si vive. Lo racconta il Corriere della Sera in un articolo dedicato al primo Report nazionale sulla riabilitazione ospedaliera, presentato al ministero della Salute nell'incontro «Riprendersi la vita».

Un milione di persone, una sola fase decisiva

Ogni anno circa 120 mila italiani sono colpiti da ictus, la prima causa di disabilità nel nostro Paese. Le vite salvate crescono, grazie alla tempestività dei soccorsi e alle Unità Neurovascolari, ma per chi supera la fase acuta il percorso di cura è tutt'altro che concluso: recuperare il movimento, il linguaggio e l'autonomia quotidiana richiede un percorso riabilitativo intensivo, multidisciplinare e continuativo. In Italia le persone sopravvissute a un ictus sono circa un milione.

Il Report, commissionato dalla Fondazione Gianfranco Salvini e realizzato da Luca Giorgio dell'Università Europea di Roma con il sostegno di A.L.I.Ce. Italia Odv sui dati ufficiali del Ministero della Salute, delle Schede di Dimissione Ospedaliera e dell'ISTAT, mostra un sistema che non ha ancora recuperato i livelli precedenti alla pandemia: le giornate di degenza riabilitativa sono passate da oltre 8 milioni a circa 6,5 milioni.

Le differenze tra le Regioni

Il dato più netto riguarda le disuguaglianze territoriali. Il tasso di ospedalizzazione varia da oltre 8 ricoveri ogni mille abitanti in Valle d'Aosta a meno di 2 in Toscana, mentre la disponibilità di posti letto riabilitativi in alcune Regioni è oltre quattro volte superiore a quella di altre, che restano sotto la soglia di 0,7 posti letto per mille abitanti prevista dal Regolamento sugli standard ospedalieri. L'offerta è concentrata in pochi centri altamente specializzati e tre quarti dei pazienti sono dimessi da strutture private accreditate. Il risultato è che in diverse Regioni, soprattutto in Basilicata, le persone sono costrette a migrare lontano da casa per ricevere le cure riabilitative necessarie.

«Salvare una vita non basta»

«L'ictus è la prima causa di disabilità in Italia. Gli italiani che hanno avuto un ictus e sono sopravvissuti sono un milione. Da anni raccogliamo le storie delle persone colpite da ictus e dei loro familiari, persone che, una volta superata la fase acuta, si trovano ad affrontare percorsi molto diversi a seconda della Regione in cui vivono. Il Report dimostra che quelle differenze non sono percezioni, ma una realtà documentata dai dati ufficiali. È una situazione che non possiamo più considerare accettabile. Salvare una vita è fondamentale, ma non basta: occorre offrire a tutti le stesse possibilità di recupero. Per questo la nostra Associazione continuerà a chiedere che la riabilitazione post ictus diventi una vera priorità della programmazione sanitaria nazionale», afferma Andrea Vianello, presidente di A.L.I.Ce. Italia Odv.

Le nuove tariffe, un'occasione da non perdere

Secondo l'Associazione anche l'aggiornamento delle tariffe nazionali per la riabilitazione, con un incremento stimato di circa 249 milioni di euro, rappresenta un'opportunità importante, a condizione che le nuove risorse siano accompagnate da una programmazione capace di ridurre le disuguaglianze territoriali e di garantire un accesso più equo ai percorsi di recupero.

L'articolo del Corriere della Sera è disponibile a questo link.

Il Report e i materiali dell'incontro «Riprendersi la vita» sono raccontati nella notizia del 21 ottobre.

A.L.I.Ce. Italia

A.L.I.Ce. Italia ODV