TIA, QUANDO I SINTOMI PASSANO NON SIGNIFICA CHE IL PERICOLO SIA FINITO
L’ATTACCO ISCHEMICO TRANSITORIO PUÒ ESSERE IL “CAMPANELLO D’ALLARME” DI UN ICTUS: IL RISCHIO È PARTICOLARMENTE ELEVATO NEI PRIMI GIORNI
Comunicato Stampa
A.L.I.CE. ITALIA ODV: “MAI ASPETTARE CHE PASSI, CHIAMARE SUBITO IL 112”
Roma, 23 settembre 2026 – Improvvisa difficoltà a parlare, un braccio o una gamba che diventano deboli, la bocca che si storce, un disturbo della vista o un’improvvisa perdita di equilibrio. Poi, dopo pochi minuti, tutto sembra tornare alla normalità: ed è proprio in quel momento che si corre il rischio di commettere l’errore più pericoloso, cioè pensare che, visto che i sintomi sono scomparsi, non sia successo nulla.
Si tratta invece di un possibile TIA (attacco ischemico transitorio), un episodio causato da una temporanea riduzione o interruzione del flusso sanguigno in una parte del cervello. I sintomi possono risolversi completamente, ma questo non significa che il pericolo sia passato: il TIA deve, infatti, essere considerato un vero e proprio campanello d’allarme per un possibile ictus. Anche il Ministero della Salute sottolinea la necessità di considerarlo con la massima attenzione e di chiamare immediatamente il 112 in presenza di sintomi compatibili.
“Il TIA non deve essere considerato un episodio da lasciarsi alle spalle quando i sintomi scompaiono – spiega il Prof. Danilo Toni, Direttore dell’Unità di Trattamento Neurovascolare del Policlinico Umberto I di Roma. Al contrario, è un importante campanello d’allarme: vuol dire che per un periodo di tempo il cervello non ha ricevuto un adeguato apporto di sangue e quindi esiste un rischio concreto che possa verificarsi un ictus vero e proprio. Per questo non bisogna attendere: davanti a sintomi improvvisi compatibili con un TIA, è fondamentale chiamare subito il 112. Una valutazione neurologica tempestiva permette di individuare la causa dell’episodio e intervenire rapidamente per ridurre il rischio di un successivo ictus. Il TIA rappresenta quindi anche una finestra di opportunità per prevenire un evento potenzialmente molto più grave”.
Le prime ore e i primi giorni dopo un TIA sono quelli nei quali è maggiore la probabilità che si verifichi un ictus. Una grande meta-analisi che ha analizzato oltre 200mila persone ha stimato un rischio di ictus ischemico successivo pari, in media, al 2,4% entro due giorni, al 3,8% entro una settimana e al 4,7% entro 90 giorni dall’episodio1.
È proprio questa finestra temporale a rendere fondamentale non sottovalutare i sintomi e non aspettare che scompaiano spontaneamente. Il TIA può infatti rappresentare l’occasione per individuare condizioni che aumentano il rischio di ictus – come fibrillazione atriale, malattia delle arterie carotidi, ipertensione, diabete o altri fattori di rischio cardiovascolare – e intervenire prima che si verifichi un danno cerebrale permanente.
“Il problema è che la scomparsa dei sintomi può creare una falsa sensazione di sicurezza – sottolinea Andrea Vianello, Presidente di A.L.I.Ce. Italia Odv (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale). Ma il fatto che una persona torni rapidamente a parlare, muovere un arto o vedere normalmente non significa che l’episodio possa essere ignorato. Anzi, è proprio quello il momento in cui bisogna agire: chiamare il 112 significa attivare il percorso dell’emergenza e permettere alla persona di essere valutata rapidamente in una struttura adeguata”.
Per molto tempo, il TIA è stato comunemente definito “mini ictus”, un’espressione che rischia però di trasmettere un messaggio sbagliato, quello di un evento meno importante, che può essere osservato e lasciato passare. E’ più corretto invece considerarlo come un segnale d’allarme, perché i sintomi transitori possono precedere un ictus vero e proprio. La differenza rispetto all’ictus non sta quindi nella necessità di intervenire, ma nella possibilità che i sintomi si risolvano senza lasciare un deficit neurologico evidente. Proprio per questo il TIA può essere difficile da riconoscere e, paradossalmente, più facile da sottovalutare.
Il messaggio per la popolazione è quindi semplice: se compaiono improvvisamente sintomi compatibili con un ictus, anche se dopo pochi minuti scompaiono, bisogna chiamare immediatamente il 112. Non bisogna aspettare che tornino, né recarsi autonomamente in ospedale.
Un TIA può diventare così un momento decisivo per cambiare la storia della malattia cerebrovascolare. La valutazione tempestiva permette infatti di capire che cosa abbia provocato l’episodio e di impostare, quando necessario, le strategie di prevenzione secondaria più appropriate.
“Il valore di una diagnosi tempestiva – conclude il Prof. Toni – non è soltanto quello di fotografare ciò che è accaduto, ma soprattutto di capire perché è accaduto e intervenire per evitare che possa ripetersi. In questo senso, il TIA deve essere visto come un’opportunità: un segnale che ci consente di agire prima che arrivi l’ictus”.
Per maggiori informazioni www.aliceitalia.org.
A.L.I.Ce. Italia Odv è una Federazione di associazioni di volontariato diffuse su tutto il territorio nazionale, oltre 80 tra sedi e sezioni regionali e locali, senza scopo di lucro, democratiche, apolitiche le quali, pur autonome e indipendenti nelle proprie attività, collaborano al raggiungimento di comuni obiettivi statutari a livello nazionale, tra cui: diffondere l’informazione sulla curabilità della malattia, sul tempestivo riconoscimento dei primi sintomi e sulle condizioni che ne favoriscono l’insorgenza anche attraverso i media; sollecitare gli addetti alla programmazione sanitaria affinché provvedano ad istituire centri specializzati per la prevenzione, la diagnosi, la cura e la riabilitazione delle persone colpite da ictus e ad attuare progetti concreti di screening; tutelare il diritto dei pazienti ad avere su tutto il territorio nazionale livelli di assistenza, uniformi ed omogenei.
Loro peculiarità è quella di essere le uniche ad essere formate da persone colpite da ictus, dai loro familiari e caregiver, da neurologi e medici esperti nella diagnosi e trattamento dell'ictus, medici di famiglia, fisiatri, infermieri, terapisti della riabilitazione, personale sociosanitario e volontari.
A.L.I.Ce. Italia è membro della WSO, World Stroke Organization e di SAFE, Stroke Alliance for Europe, organizzazioni che riuniscono le Associazioni di persone colpite da ictus a livello mondiale ed europeo, diffondendo linee guida per la prevenzione, la miglior cura e la riabilitazione dell’ictus, oltre che delle Società Scientifiche ISA, Italian Stroke Association ed ESO, European Stroke Organization.
Nel 2016 A.L.I.Ce. Italia ha promosso la costituzione dell’Osservatorio Ictus Italia insieme all’Intergruppo Parlamentare sui Problemi Sociali dell’Ictus, ISO, ESO, ISS - Dipartimento Malattie Cardiovascolari, Dismetaboliche e dell’Invecchiamento dell’Istituto Superiore di Sanità e SIMG - Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie. L’Osservatorio opera per favorire una maggiore consapevolezza sulle problematiche legate all’ictus a livello istituzionale, sanitario-assistenziale, scientifico-accademico e sociale, in particolare sulle modalità di prevenzione e di cura di tale devastante malattia e si pone, come obiettivo condiviso, quello di far adottare in tutto il Paese criteri scientificamente basati e uniformi in materia.
Nel novembre 2017, grazie all’azione di A.L.I.Ce. Italia e dell’Intergruppo Parlamentare sui Problemi Sociali dell’Ictus, la XII Commissione Affari Sociali della Camera, ha approvato la Risoluzione sulla diagnosi e la prevenzione dell’Ictus cerebrale: Governo e Parlamento sono chiamati a promuovere e sostenere il più appropriato ed avanzato sistema di cura per l'ictus su tutto il territorio nazionale.
A.L.I.Ce. Italia, promotrice e in prima linea fin dall’inizio nel contribuire alla definizione di questo documento di straordinaria rilevanza, avrà adesso il compito di stimolare e monitorare l'impegno dei servizi sanitari regionali nell'applicazione e nella rapida implementazione organizzativa delle misure specifiche, declinate in 19 punti, la cui attuazione è stata già promossa a livello del Governo nazionale.
Nel dicembre 2018, l’Osservatorio Ictus ha presentato alla Camera i risultati del “Rapporto sull’Ictus in Italia. Una fotografia su prevenzione, percorsi di cura e prospettive”, che offre per la prima volta una descrizione completa della patologia nel nostro Paese. Nel dicembre 2019, infine, l’Osservatorio Ictus ha presentato il “Manifesto sociale contro l’ictus”, una call to action in 10 mosse per richiamare l’attenzione delle Istituzioni sul lavoro fondamentale ancora da fare, con la necessità di far collaborare Istituzioni, cittadini e società scientifiche.
Ufficio stampa A.L.I.Ce. Italia Odv
Mara Cochetti
Cell 347 8524261
Bibliografia
1 A 5-Decade Analysis of Incidence Trends of Ischemic Stroke After Transient Ischemic Attack: A Systematic Review and Meta-analysis. JAMA Neurol.2021 Jan 1;78(1):77-87. doi: 10.1001/jamaneurol.2020.3627