Ictus è un termine latino che letteralmente significa colpo (in inglese stroke). In Medicina indica un danno cerebrale persistente dovuto a cause vascolari.
Noto anche come ictus trombotico o trombosi cerebrale, si genera quando, all'interno di una arteria cerebrale, si forma un coagulo di sangue, il trombo, che restringe il vaso sanguigno.
L’ictus emorragico è il risultato della rottura della parte di un vaso “debole” che si rompe e sanguigna nel cervello circostante. Il sangue si accumula e comprime il tessuto cerebrale intorno.
Spesso chiamati “mini stroke”, si tratta di veri e propri “ campanelli d’allarme” e devono essere presi molto seriamente. Il TIA è causato da un “ coagulo temporaneo” che ostruisce un’arteria del cervello: la sola differenza tra ictus e TIA è che il “blocco dell’ arteria ” è temporaneo.
Disturbo cronico del ritmo cardiaco di più frequente riscontro, la Fibrillazione atriale (FA) è un’aritmia che comporta un battito cardiaco irregolare e, molto spesso, più rapido che di norma (tachiaritmia).
I farmaci anticoagulanti riescono a prevenire efficacemente l’ictus ischemico da causa cardioembolica (come la Fibrillazione atriale non valvolare) perché rendono il sangue più fluido ed impediscono la formazione di coaguli che possono portare ad ictus, ma proprio per questa caratteristica aumentano il rischio di sanguinamento.
Con il termine “fattori di rischio” si intendono condizioni personali o ambientali, abitudini di vita, comportamenti, oppure altre patologie che predispongono ad ammalarsi di ictus cerebrale, aumentando quindi il rischio che questa grave patologia si verifichi; possono essere classificati in non modificabili e modificabili.
E’ di grande importanza riconoscere i segni e i sintomi dell’ictus, perché l’ictus rappresenta una urgenza medica, a cui in Pronto Soccorso o al DEA si attribuisce un “codice rosso”, ad indicare che il paziente con ictus cerebrale necessita di una pronta diagnosi e di un tempestivo accesso alle cure.
L’ictus è un’emergenza. Perciò la persona con sospetto di attacco deve ricevere istantaneamente le cure più adatte. Va contattato subito il 118, perché è fondamentale trasportarla con urgenza in ospedale, precisamente nei centri organizzati per l’emergenza all’ictus, cioè le Unità Urgenza Ictus - Stroke unit.
Gli obiettivi degli interventi terapeutici dell’ictus sono quelli di ridurre la gravità degli esiti neurologici e migliorare la disabilità delle persone colpite, prevenire le complicanze e ridurre il rischio di recidiva.
Superata la fase acuta dell’ictus, il soggetto che ne ha sofferto dovrà affrontare numerosi problemi, con l’aiuto dei familiari, del medico di medicina generale e dello specialista neurologo, anche presso appositi centri di cura (SELEZIONARE cliccando il pulsante azzurro “CENTRI DI RIABILITAZIONE” in alto a destra, sotto le foto che scorrono, per visualizzare l’elenco dei centri di Riabilitazione convenzionati con il S.S.N.).
La riabilitazione può riguardare sia gli aspetti legati all’alterazione del movimento causata dall’ictus, sia gli aspetti che riguardano le funzioni cognitive, in particolare l’attenzione e i disturbi del linguaggio.
Dopo un ictus possono comparire disturbi ansiosi, dell’umore (depressione, in particolare), disturbi psicotici, labilità emotiva, apatia e decadimento generale delle funzioni cognitive (demenza post-ictus).
Già durante la fase acuta dell’ictus e successivamente in quella riabilitativa, è importante che il malato e i suoi congiunti comincino a preparare l’organizzazione della propria esistenza successiva alla malattia, cioè del reinserimento del paziente nella vita quotidiana
CARTA DEI DIRITTI DELLE PERSONE NEI CONFRONTI DELL’ ICTUS
Con una serie di domande e risposte cerchiamo di spiegare in modo semplice cosa sia e come si ottenga un Amministratore di Sostegno.
L’accertamento sanitario mira a verificare i requisiti richiesti per il riconoscimento di: invalidità civile, cecità civile, sordità, disabilità, handicap.
Informazioni generali