La telemedicina, e più in generale la sanità digitale, fanno riferimento a servizi e piattaforme tecnologiche abilitanti che consentono di poter gestire procedure amministrative e di usufruire di prestazioni assistenziali a distanza. Gli assistiti che maggiormente possono beneficiare dei nuovi servizi sono certamente i pazienti cronici poiché più bisognosi di assistenza sanitaria.
Empowerment ed engagement del paziente sono ancora una grande sfida da vincere. Ed è dagli studi clinici che deve partire, perché costruire terapie sempre più su misura del paziente significa avere l’opportunità di migliorare gli outcome ma anche l’impatto della terapia sui pazienti e dunque la loro qualità di vita. Le aziende lo sanno bene e hanno già iniziato a muoversi in questa direzione, come hanno raccontato Raffaello Innocenti (Chiesi Italia) e Giuseppe Maduri (Astellas Pharma) al quinto Excellence Show promosso da Sics. A margine del Talk del Festival dell'Innovazione dei Life Science Excellence Awards 2022 anche le premiazioni per le categorie "Best Patient Advocacy Program of the year" e "Best Patient Support Program of the year".
Con l'inclusione formale del “Programma Ambientale” delle Nazioni Unite (UNEP) nella condivisione con WHO, FAO e WOHA nel 2022, e con il successivo lancio del “Global One Health Joint Plan of Action” (2022-26), si è creata finalmente un'opportunità per affrontare in un modo nuovo l’approccio “One Health”
Le malattie cardiovascolari restano ancora oggi la principale causa di morte nel nostro paese, essendo responsabili del 44% di tutti i decessi, con una prevalenza più elevata della media europea (7.499 casi ogni 100mila abitanti) anche a causa dell’età media particolarmente alta della nostra popolazione. Chi sopravvive a un attacco cardiaco diventa un malato cronico poiché la malattia modifica la qualità di vita. In Italia, secondo i dati Istat, la prevalenza di cittadini affetti da invalidità cardiovascolare è pari al 4,4 per mille e il 23,5% della spesa farmaceutica italiana è destinata a farmaci per il sistema cardiovascolare.
Torino, Milano, Modena, Asti, Padova e Venezia le città che hanno registrato più del doppio degli sforamenti consentiti. Con i nuovi target europei per il 2030, situazione ancora più critica: fuorilegge il 76% delle città per il PM10, l’84% per il PM2.5 e il 61% per l’NO2. Legambiente: “Ecco le nostre proposte: zone a zero emissioni, città 30 km all’ora, potenziamento del trasporto pubblico, elettrificazione autobus e sharing mobility”
Il periodo che va da metà gennaio a metà febbraio è statisticamente il più freddo dell'anno, con i cosiddetti “giorni della merla” (29,30 e 31 gennaio) che tradizionalmente sono quelli in cui si dovrebbero raggiungere le temperature più rigide. Non solo: gli inverni caratterizzati da fenomeni estremi sono ormai una consuetudine, conseguenza diretta dei cambiamenti climatici. Fatto è che ogni anno almeno il 7 % di tutti i decessi può essere attribuito al freddo. Ecco, dunque, le indicazioni della Società italiana di medicina interna (Simi) su chi rischia di più e su come difendersi.
Guida culturale della professione, alla base delle strategie della Federazione per la crescita e l’affermazione dell’Infermieristica: è il CERSI, il primo Centro di eccellenza per la ricerca e lo sviluppo dell’infermieristica a livello nazionale, voluto dalla FNOPI.
L’Organizzazione mondiale per la Sanità considera direttamente attribuibili agli inquinanti atmosferici un terzo delle morti premature dovute a infarti o ictus cerebrali, broncopneumopatie e tumori polmonari, con impatti anche molto diversi a seconda delle nazioni. Per l’Italia, purtroppo, non valgono le buone notizie...
L'ictus può colpire improvvisamente, spesso senza preavviso e senza dolore. In Italia rappresenta la terza causa di morte ed è la prima causa assoluta di disabilità. Sebbene alcune persone mostrino un recupero rapido, altre richiedono un sostegno a lungo termine per recuperare una qualità di vita accettabile e un certo grado d’indipendenza.
Per evitare o quantomeno ritardare la comparsa di declino cognitivo, i primi decenni di vita sono cruciali per instaurare uno stile di vita volto a prevenire le patologie cardiovascolari o per intervenire con terapie in caso si presentino
Malattia coronarica, ictus, scompenso cardiaco, problemi alle carotidi se compaiono in giovane età possono portare a problemi cognitivi
L’unico vero punto fermo dell’anno che è appena iniziato, per quello che riguarda gli investimenti in sanità, è che sicuramente il Pnrr finanzierà il potenziamento della telemedicina, mentre sul flusso ordinario dei conferimenti è ipotizzabile qualche ulteriore taglio di risorse.
A Italia Si il racconto drammatico dell’attore: “L’ictus di mia moglie ha spezzato i nostri sogni ma…”
Alti livelli di questo aminoacido rappresentano un importante fattore di rischio per ictus cerebrale
Un importante supporto per pazienti e caregivers realizzato da ipsen con a.l.i.ce. italia odv (associazione per lotta all’ictus cerebrale), simfer (società italiana di medicina fisica e riabilitativa), sirn (società italiana di riabilitazione neurologica), aifi (associazione italiana fisioterapisti) e ritb (rete italiana di tossina botulinica) e con il patrocinio di iso (italian stroke organization) e sin (società italiana di neurologia)
Via libera dal Governo al disegno di legge delega previsto dal Pnrr in favore delle persone anziane. Saranno anche istituiti dei “punti unici di accesso” (PUA) diffusi sul territorio, si potrà effettuare, in una sede unica, una valutazione multidimensionale finalizzata a definire un “progetto assistenziale individualizzato” (PAI) che indicherà tutte le prestazioni sanitarie, sociali e assistenziali necessarie per la persona anziana. Meloni: “Sigliamo un Patto per la Terza età”.
Tener conto dei determinanti di sesso e genere nei protocolli di ricerca così come negli aggiornamenti delle Linee Guida Nazionali. Questi gli obiettivi di due documenti licenziati ieri dall’Osservatorio MdG. Brusaferro: “Importante creare una base comune di lavoro per la realizzazione concreta della medicina di genere in tutti gli ambiti socio-sanitari in cui questo approccio è in grado di fare la differenza”
Applicando metodologie e strumenti ad hoc è possibile: fare scelte di policy sanitaria e sociosanitaria secondo un approccio “one health”, centrato sulla persona e su target omogenei di pazienti; recuperare, appropriatezza, efficacia ed efficienza delle cure, garantendo equità e universalismo; fare programmazione dal lato di una lettura della domanda di sanità e salute e non più solo dal lato dell’offerta che si vuole autoriprodurre