Notizie

"Ho avuto un ictus" è più che un libro: è una bella donazione all'ospedale Sant'Anna
Il regalo dell’associazione Alice al personale dei reparti di Riabilitazione neurologica, Neurologia e Stroke Unit Donazione del libro "Ho avuto un ictus" al personale del Sant'Anna Con la ripresa delle attività di volontariato nei reparti all’ospedale Sant’Anna, Alice - l’associazione per la lotta all’ictus cerebrale - ha portato in questi giorni al personale un ulteriore regalo.

Colesterolo alto, rischio infarto e ictus: una app li prevede con dieci anni di anticipo
Calcolare il rischio di infarto e ictus su base individuale e non facendo affidamento solo sui “numeri”: è quello che promette di fare CardioRisk una app scaricabile gratuitamente sul sito iltuocolesterolo.it. Si tratta di un calcolatore messo a punto dagli specialisti della Società italiana di cardiologia (Sic) che, grazie a poche e semplici domande, consente di misurare il rischio a dieci anni di andare incontro alle malattie cardiovascolari più gravi, ma anche evitabili.

Ictus: problema di salute pubblica
Le malattie cerebrovascolari sono un problema prioritario di salute a livello mondiale con un impatto sociale molto rilevante. Tra queste, l’ictus è tra le principali patologie causa di morte e di disabilità. Secondo i dati del ministero della Salute del settembre scorso, nel nostro Paese è la prima causa di disabilità e la seconda causa di morte dopo le malattie tumorali e cardiovascolari.

L’approccio “One Health” e le policy per la sua gestione
Con l'inclusione formale del “Programma Ambientale” delle Nazioni Unite (UNEP) nella condivisione con WHO, FAO e WOHA nel 2022, e con il successivo lancio del “Global One Health Joint Plan of Action” (2022-26), si è creata finalmente un'opportunità per affrontare in un modo nuovo l’approccio “One Health”

Cesare Bocci, dramma a Italia Si: “Quell’ictus ha spezzato tanti sogni”
A Italia Si il racconto drammatico dell’attore: “L’ictus di mia moglie ha spezzato i nostri sogni ma…”

Per la salute del cervello dopo i 60 anni bisogna pensare a quella del cuore (fra i 20 e i 30)
Per evitare o quantomeno ritardare la comparsa di declino cognitivo, i primi decenni di vita sono cruciali per instaurare uno stile di vita volto a prevenire le patologie cardiovascolari o per intervenire con terapie in caso si presentino

Cersi: in dirittura d’arrivo il primo studio italiano sull’assistenza domiciliare
Guida culturale della professione, alla base delle strategie della Federazione per la crescita e l’affermazione dell’Infermieristica: è il CERSI, il primo Centro di eccellenza per la ricerca e lo sviluppo dell’infermieristica a livello nazionale, voluto dalla FNOPI.

Malattie del cuore prima dei 60 anni triplicano il rischio di problemi al cervello, lo studio californiano
Malattia coronarica, ictus, scompenso cardiaco, problemi alle carotidi se compaiono in giovane età possono portare a problemi cognitivi

Il grande freddo: chi rischia di più e come difendersi
Il periodo che va da metà gennaio a metà febbraio è statisticamente il più freddo dell'anno, con i cosiddetti “giorni della merla” (29,30 e 31 gennaio) che tradizionalmente sono quelli in cui si dovrebbero raggiungere le temperature più rigide. Non solo: gli inverni caratterizzati da fenomeni estremi sono ormai una consuetudine, conseguenza diretta dei cambiamenti climatici. Fatto è che ogni anno almeno il 7 % di tutti i decessi può essere attribuito al freddo. Ecco, dunque, le indicazioni della Società italiana di medicina interna (Simi) su chi rischia di più e su come difendersi.

Emergenza smog. Nel 2022, sono 29 su 95 le città che hanno superato i limiti giornalieri di PM10. Il Report di Legambiente
Torino, Milano, Modena, Asti, Padova e Venezia le città che hanno registrato più del doppio degli sforamenti consentiti. Con i nuovi target europei per il 2030, situazione ancora più critica: fuorilegge il 76% delle città per il PM10, l’84% per il PM2.5 e il 61% per l’NO2. Legambiente: “Ecco le nostre proposte: zone a zero emissioni, città 30 km all’ora, potenziamento del trasporto pubblico, elettrificazione autobus e sharing mobility”

Cardiologie aperte dal 12 al 19 febbraio: 700 specialisti Anmco a disposizione dei cittadini
Le malattie cardiovascolari restano ancora oggi la principale causa di morte nel nostro paese, essendo responsabili del 44% di tutti i decessi, con una prevalenza più elevata della media europea (7.499 casi ogni 100mila abitanti) anche a causa dell’età media particolarmente alta della nostra popolazione. Chi sopravvive a un attacco cardiaco diventa un malato cronico poiché la malattia modifica la qualità di vita. In Italia, secondo i dati Istat, la prevalenza di cittadini affetti da invalidità cardiovascolare è pari al 4,4 per mille e il 23,5% della spesa farmaceutica italiana è destinata a farmaci per il sistema cardiovascolare.

Nuove competenze sulla telemedicina per il risk manager in sanità
L’unico vero punto fermo dell’anno che è appena iniziato, per quello che riguarda gli investimenti in sanità, è che sicuramente il Pnrr finanzierà il potenziamento della telemedicina, mentre sul flusso ordinario dei conferimenti è ipotizzabile qualche ulteriore taglio di risorse.

Valutazione dell'esperienza diretta di soggetti con ictus cerebrale rispetto al bisogno percepito di assistenza, riabilitazione e ausili
L'ictus può colpire improvvisamente, spesso senza preavviso e senza dolore. In Italia rappresenta la terza causa di morte ed è la prima causa assoluta di disabilità. Sebbene alcune persone mostrino un recupero rapido, altre richiedono un sostegno a lungo termine per recuperare una qualità di vita accettabile e un certo grado d’indipendenza.

Di smog si muore, è tempo di agire
L’Organizzazione mondiale per la Sanità considera direttamente attribuibili agli inquinanti atmosferici un terzo delle morti premature dovute a infarti o ictus cerebrali, broncopneumopatie e tumori polmonari, con impatti anche molto diversi a seconda delle nazioni. Per l’Italia, purtroppo, non valgono le buone notizie...

ALIMENTAZIONE E RISCHIO CEREBROVASCOLARE: IL RUOLO DELL’OMOCISTEINA
Alti livelli di questo aminoacido rappresentano un importante fattore di rischio per ictus cerebrale

Oltre la spasticità
Un importante supporto per pazienti e caregivers realizzato da ipsen con a.l.i.ce. italia odv (associazione per lotta all’ictus cerebrale), simfer (società italiana di medicina fisica e riabilitativa), sirn (società italiana di riabilitazione neurologica), aifi (associazione italiana fisioterapisti) e ritb (rete italiana di tossina botulinica) e con il patrocinio di iso (italian stroke organization) e sin (società italiana di neurologia)

Dagli Osservatori fragilità/cronicità alla stratificazione dei bisogni delle popolazioni
Applicando metodologie e strumenti ad hoc è possibile: fare scelte di policy sanitaria e sociosanitaria secondo un approccio “one health”, centrato sulla persona e su target omogenei di pazienti; recuperare, appropriatezza, efficacia ed efficienza delle cure, garantendo equità e universalismo; fare programmazione dal lato di una lettura della domanda di sanità e salute e non più solo dal lato dell’offerta che si vuole autoriprodurre

Anziani. Arrivano i progetti assistenziali individuali e le cure palliative a domicilio e in hospice. Approvato dal Cdm il Ddl delega
Via libera dal Governo al disegno di legge delega previsto dal Pnrr in favore delle persone anziane. Saranno anche istituiti dei “punti unici di accesso” (PUA) diffusi sul territorio, si potrà effettuare, in una sede unica, una valutazione multidimensionale finalizzata a definire un “progetto assistenziale individualizzato” (PAI) che indicherà tutte le prestazioni sanitarie, sociali e assistenziali necessarie per la persona anziana. Meloni: “Sigliamo un Patto per la Terza età”.