«La Sanità deve rimanere al centro dell’agenda politica. Non vorrei che la nuova emergenza energetica faccia dimenticare i problemi irrisolti del nostro sistema sanitario, evidenziati durante la fase acuta della pandemia». Lo dichiara Filippo Anelli, presidente della Fnomceo e dell’Ordine dei medici di Bari
Quando la temperatura si abbassa, passando da 5°C a -5°C, aumentano i decessi per malattie cardiache nella popolazione generale, soprattutto nei quartieri più poveri. Il caldo estremo aumenta il rischio di morte o di ictus nelle persone con malattia cardiache
Chi assume statine tutta la vita si assicura il massimo beneficio delle statine. Perché, soprattutto per chi ha un rischio cardiovascolare basso, i vantaggi si accumulano nel tempo. Nelle persone con rischio cardiovascolare alto il vantaggio della terapia arriva prima
Comincia un anno intenso e per il Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza si continuerà a lavorare con l'intento di proseguire insieme a fare buone azioni.
“L’equità nel nuovo riparto del Fondo sanitario nazionale pesa appena per lo 0,5% e questo non è accettabile: è la dimostrazione che di disuguaglianze in sanità si parla molto ma si agisce ancora troppo poco”. Così Tonino Aceti, presidente di SalutEquità, commenta la bozza Mef-Salute di riparto del Fondo sanitario nazionale che tiene conto delle istanze, portate avanti da anni dalle Regioni del Sud e rilanciate in particolare dalla Campania, rispetto alla pesatura di elementi “altri” oltre alla mera popolazione.
In Italia un terzo dei pazienti colpiti da ictus sviluppa gravi esiti invalidanti che si manterranno o peggioreranno nel corso della loro vita. Dopo il ricovero la maggior parte dei pazienti riesce ad essere trasferito in riabilitazione ma al termine di questa fase, gli scenari si complicano in quanto il territorio ha difficoltà a farsi carico in modo multidisciplinare delle diverse necessità di questi pazienti. Di criticità, bisogni e soluzioni per i pazienti hanno parlato Bologna (commissione Affari Sociali), Altavista (Asl Roma 1 e segretario regionale Sin Lazio), Caponetto (Ufficio disabilità presso presidenza Consiglio dei ministri), Pennacchi (Alice Lazio) e Pipitone (Anin)
L’obiettivo è implementare in ogni regione, monitorandone l’applicazione, misure ad hoc per combattere un fenomeno che ha aggiunto dimensioni epidemiche. L’importanza di promuovere stili di vita sani e attivi e strategie di comunicazione, nelle scuole e nei luoghi di lavoro, la definizione di percorsi preventivo diagnostico terapeutico assistenziali e quando ricorrere alla chirurgia bariatrica, i temi principali
Intelligenza artificiale, big data, analisi predittiva e cybersecurity: i leader italiani della sanità indicano le priorità per ripartire dal digitale. È quanto evidenzia il Future Health Index 2022(settima edizione) condotto da Philips in 15 Paesi, che analizza prospettive e priorità per i leader della sanità. Telemedicina (45%) e fascicolo sanitario elettronico (55%), secondo quanto comunica l'azienda, continuano a essere tra le priorità di investimento, ma l'intelligenza artificiale (67%) è diventata il focus principale e per l'85% degli intervistati continuerà a essere una priorità nei prossimi tre anni.
«Non c’è innovazione senza accesso all’innovazione. I cittadini devono avere gli stessi diritti e ottenere le cure di cui hanno bisogno. Eppure, ogni giorno riscontriamo una grande frattura tra un’ipotesi di una sanità e di salute innovativa e potenzialmente arricchente e accessibile per tutti e quello che invece succede nella realtà e nella pratica. Questa frattura deve essere colmata».
In Italia sono circa 4 milioni le persone che presentano una fragilità, un italiano over 60 su 5 necessita di un monitoraggio e un’assistenza continui. Oltre 13 milioni di over-60 (3 anziani su 4) sono affetti da cinque o più malattie croniche
Realizzare, entro il 2022, il “Manifesto Egida”, uno strumento scientifico–operativo che possa accompagnare a livello regionale e nazionale i percorsi integrati di collaborazione nell’interesse esclusivo dei pazienti.
Recepire il principio della partecipazione dei pazienti in tutte le fasi della ricerca clinica, indicato nel Regolamento europeo e nella Legge attuativa italiana (Legge Lorenzin), ma rimasto finora inattuato nei Decreti applicativi. È questo l’appello che arriva dal gruppo 'Persone non solo pazienti’, un'alleanza di 16 associazioni di pazienti rappresentative di diverse aree patologiche, sostenuta da Fondazione Roche. La richiesta è stata lanciata nel corso dell'evento 'La normativa sulla sperimentazione clinica: ostacoli, opportunità e il ruolo delle Associazioni pazienti', ospitato a Roma presso il Centro Studi Americani.
Con una Delibera della Giunta regionale la Regione Toscana ha stabilito che nelle decisioni riguardanti presidi e dispositivi medici, sia previsto, in via esclusiva, il coinvolgimento di cosiddetti pazienti esperti, persone che, oltre a essere affette da una patologia, devono dimostrare di aver compiuto un percorso di formazione certificato. La Delibera ha suscitato un’accesa reazione da parte del mondo delle associazioni di pazienti, soprattutto per la preoccupazione che limitare le pratiche di democrazia partecipativa a singoli individui implichi il rischio di vedere sovra-rappresentate le istanze di un singolo e non di una comunità
Appello agli infermieri, nel rispetto del loro Codice deontologico, alle Università per la formazione dei futuri infermieri, agli ordini provinciali per organizzare tutte le iniziative necessarie a farsi carico dei bisogni di assistenza e della salute di genere dei cittadini.
Presentato il quarto report del programma «Welfare familiare e valore sociale del lavoro domestico in Italia» realizzato dal Censis per Assindatcolf Anziani, indagine Censis-Assindatcolf: badante vs Rsa, il 60% delle famiglie preferisce l’assistenza in casa. Più della metà delle famiglie non ricorrerebbe a una Rsa per dare assistenza a un proprio familiare anziano o non autosufficiente. Nel 59% dei casi per non allontanarlo dagli affetti. Ma servono risposte concrete per alleviare la fatica che grava sui caregiver